Dopo la breve pausa ferragostana il mercato torna e sarà ancora protagonista. Ci sono temi e situazioni tali da farci affermare che l’autunno ci vedrà impegnati con operazioni che interesseranno i settori più vari:energia, auto, banche in primo piano.
Come al solito fa più parti la paralo magica sarà prudenza perché la correzione è dietro l’angolo, è inevitabile, è salutare e così via dicendo.
Ma non è così. Il rialzo, e non il rimbalzo, poggia su fatti determinati che, fino a quando perdureranno, non ci sono le cause per un cambiamento di rotta. Governi di mezzo mondo e banche centrali hanno immesso nel mercato finanziario 8.900 miliardi di dollari,per sostituire altrettanta liquidità, costituita dai titoli tossici, la quasi moneta creata fai banchieri d’affari statunitensi che, di fatto, si erano appropriati di una funzione propria dell’Istituto di emissione. A questa misura erano stati conseguenti il crollo dei tassi di interesse e la scomparsa dell’inflazione. Come effetto collaterale, nell’economa reale, disoccupazione e crollo dei beni di consumo durevoli e,nel settore del risparmio, una fuga di massa dagli investimenti in capitale di rischio ed un rifugio nella liquidità, sono stato il contraccolpo nell’economa reale degli eventi catastrofici, accaduti nel mercato finanziario.
Passato il momento topico della crisi, il risparmio, a fronte di rendimenti della liquidità vicini allo zero, è tornato e sta tornando massicciamente , verso la borsa, tappa obbligata per la ripresa generale.
Ma la ripresa in atto quanto durerà?
E’ difficile, ma se si guarda ai grandi numeri, un’idea concreta la possiamo esprimere. Inflazione ai minimi storici, tassi nominali vicini allo zero, liquidità disponibile elevata, sono questi i propellenti del mercato azionario che, oltretutto, anche a questi livelli di prezzo, rimane bel lontano dai valori impliciti desunti dall’analisi fondamentale. Una ripresa dell’inflazione, un ritocco all’insù dei tassi Usa, sono questi i segnali da monitorare. Questo quadro, almeno fino ai primi mesi del nuovo anno, non è destinato a cambiare.
Viceversa sarà determinante lo stock piking all’interno dei listini. Quello che in sintesi è il nostro mestiere e finora le nostre scelte sono state vincenti, come dimostreremo nel prossimo report operativo.
Rosario Di Pietro