La seduta di venerdì si è chiusa praticamente con un nulla di fatto perché la chiusura di Wall Street, per l’Indipendence day, non offriva ai mercati europei spunti significativi.
La recessione americana comincerà a scemare in autunno, e comunque prima dell’Europa e sarà, alla fine, anche molto meno profonda. Ciò tuttavia non toglie che gli statunitensi vivono quello che sta accadendo in modo soggettivamente più doloroso e acuto e questo costituirà di sprone a rimboccarsi le maniche e ed a riprendersi. Già da adesso i dati che il risparmio oltreoceano è tornato cacrescere . La sensazione di stare rivivendo giorno dopo giorno la Grande Depressione, è più diffusa e profondamente sentita e costituisce la molla e lo stimolo a fare e produrre ricchezza e plusvalore.
Questa coglizione di crisi, che noi abbiamo mutuato dal prof. Guzzanti, avrebbe dovuto essere una crisi a V, ma in pratica, pur somigliandole, ci sembra essere piuttosto una crisi ad U ed oggi l’andamento delle borse e molto più simile a questa seconda figura.
Il fondo dei mercati, caratterizzato dal crollo dei consumi di beni non durevoli ( quelli durevoli hanno continuato ad essere positivi nella crescita), il crollo dell’inflazione e dei tassi mentre, come un contrapposto, la massa monetaria è aumentata e solo apparentemente liquida e disponibile, perché rimane ben stretta nelle mani delle famiglie, strette nella morsa della paura del peggio, che frena ogni volontà di investimento.
In definitiva la ripresa non decolla ,non per mancanza di mezzi monetari, ma a causa della percezione dell’eccessiva percezione del rischio. Le banche, la cui liquidità è elevata, hanno le mani legate perché tale liquidità e alla fine, per maggior parte, di proprietà delle famiglie, specie nel nostro paese.
Ma a parte questo aspetto importante ce ne sono altri che, specificamente per l’economia e le aziende italiane, sono più decisivi ed importanti tra cui la delocalizzazione, che è un fenomeno, decisamente caratterizzante per la nostra economia, che approfondiremo nel prossimo report di analisi del nostro portafoglio operativo.
Tale report, che sarà inviato direttamente agli abbonati, potrà essere richiesto dagli altri lettori a mezzo e-mail.
La borsa, e la comunità socio-politico- ecomomica, stanno vivendo l’età di mezzo, preparando una nuova rivoluzione sociale che ci porterà definitivamente nel terzo millennio. I corsi ed i ricorsi storici sono una costante, spesso dimenticata, della comunità umana e di quella dell’italica gente in particolare.
Cordiali saluti
Rosario Di Pietro