PRIMA PARLIAMO DEL TITOLO IN BORSA
Abbiamo voluto capovolgere l’ordine tradizionalmente seguito nella redazione di un report e siamo direttamente passati alle conclusioni. Di seguito ci sono i dati, le circostanze ed i fatti che ci hanno spinto a trarre questa conclusione.
Nell’attuale valutazione del titolo in borsa c’è da considerare che il mercato viene da una profonda crisi e tutti i titoli quotati hanno subito pesanti decurtazioni di prezzo, solo in minima parte corretti dal rimbalzo delle ultime 13 settimane.
Ma torniamo ad ENEL. Il massimo storico del titolo è stato toccato il 4 giugno 2007 ed era pari a 8,55€ che stava ad indicare una capitalizzazione di circa 54 mdi di €uro; oggi, dopo che il capitale è stato diluito dall’ultimo aumento, il valore di borsa è di circa 34 mdi di euro e cioè decisamente inferiore a quello di due anni addietro, quando ancora non aveva il pieno controllo di Endesa, non aveva scorporato Enel Green Power , che raggruppa tutte rinnovabili del gruppo e che da sola vale almeno 15 mdi, non aveva avviato la collaborazione con MONCADA Energy Group, la società siciliana che, pressoché sconosciuta in Italia è nota all’estero, per la sua attività nelle energie da fonti rinnovabili, tra cui l’isola eolica’Enel off shore in collaborazione con l’Enel. Il titolo oggi ha un’ottima capacità di recupero, dopo lo stacco dei diritti derivanti dall’aumento di capitale, il cui esercizio è scaduto venerdì 12 e quindi tutti i tecnicismi , legati agli arbitraggi sull’esercizio dei diritti, sono terminati ed il titolo è libero da questo tipo di impedimenti. Nell’anno della crisi mondiale l’ENEL ha perduto terreno solo in borsa , passano dagli 8,55€ di due anni fa ai 4,35€ di prima dell’aumento di capitale, mentre è cresciuta in modo esponenziale nel settore del core business, strapagando il 25% di Endesa ad Acciona, la società spagnola che aveva eluso dalla governance , malgrado Enel possedesse già il 75% del capitale sociale, partecipando con Moncada alla realizzazione dell’Isola eolica al largo delle coste di Gela con una capacita di potenza installata di circa 500MGW ed infine partecipando, sempre con Moncada, alla realizzazone di due elettrodotti sottomarini, uno nel canale d’otranto e l’altro che collega la Sicilia con la Tunisia, per trasportare in Italia la produzione che Moncada sviluppa sia in Albania che in Tunisia.
Negli ultimi 12 mesi ENEL ha realizzato vendite per 61 mdi di euro ed un urile di 7,5 mdi, mentre il tasso di rendimento azionario è stato dell11,4%.
Ovviamente siamo positivi sulla prospettiva sia a breve, che medio e lungo termie. Nel breve dovrebbe recuperare almeno lo stacco e cioè portarsi a 4,30/59€; entro 6/12 mesi il target realistico sarebbe 7€ a sei mesi e 8,50€ entro la prossima primavera,
FOCUS SU ENEL
Dopo la conquista di ENDESA regina iberica nelle fonti rinnovabili, e dell’aumento di capitale da 8mdi di €, è, e sarà ancora più strategica l’alleanza con la siciliana Moncada Energy Group, regina in Italia nello stesso settore, con insediamenti anche in Europa ed Africa.Di Moncada parleremo di seguito mentre ci sembra opportuno concentrarci sullo scorporo di ENEL GREEN POWER effettuato pochi mesi addietro. Di questo nuovo soggetto vogliamo darvi un s intetico ritratto.
NASCE ENEL GREEN POWER
Con 30.000 MW di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (idrico, geotermico, eolico, solare e biomasse) in Europa e nelle Americhe, Enel è uno dei leader mondiali del settore. Inoltre, Enel è fortemente impegnata nella crescita nelle rinnovabili e nella ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie amiche dell’ambiente con molti progetti in Italia e all’estero.
Enel è presente in Europa (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania, Russia, Slovacchia e Spagna) in Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina (Brasile, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Messico e Panama). Con Endesa, la presenza di Enel si estende anche in Argentina, Colobia,Marocco, Perù e Portogallo.
POFILO GRUPPO ENEL
Enel è la più grande azienda elettrica d’Italia e la prima utility quotata , che produce, distribuisce e vende elettricità e gas in tutta Europa, Nord America e America Latina. Dopo avere acquisito il totale controllo della compagnia elettrica spagnola Endesa, e dell’Offerta pubblica lanciata sulla società di generazione russa OGK- Enel è ora presente in 22 paesi, con una potenza di oltre 100.000 MW . E’ quotata nelle Borse di Milano e New York.
L’acquisto di ENDESA, lo scorporo di Enel Green Power ,con una dote di circa 30 mila siti produttivi nelle rinnovabili, l’ accordo per la produzione di 2 mila MGW con l’eolico stipulato con il Brasile ed accordi con Ucraina per le biomasse, sono tutti elementi che depongono a favore di una crescita mirata alle fonti rinnovabili.
Lo sforzo finanziario sostenuto con l’aumento di capitale per l’acquisto di ENDESA, può essere implementato dalla vendita del 49% o meno della scorporatala Enel Green Power, valutata dagli analisti 14/15 mdi di €. I candidati acquirenti ? Non rimane che l’imbarazzo della scelta dai cinesi, a Gheddafi ed ai fondi sovrani dei paesi arabi.
Ma per ENEL GREEN POWER rimane strategica l’alleanza con la siciliana
MONCADA ENERGY GROUP
Il gruppo in argomento in effetti è una srl con sede ad Agrigento di cui i media e la stampa italiani, anche specializzati , si sono poco occupati, mentre Google dedica dieci pagine ai Moncada, mentre la carta stampata estera per fini diversi. La “Rinascita Balxanica” , quotidiano in lingua italiana edito a Tirana in Albania ha intervistato l’ing. Salvatore Moncada defiendo il suo gruppo come il primo in Italia per potenza installata nelle rinnovabili, mentre il Financial Times in un’altra intervista ha chiesto all’ing. Moncada se aveva rapporti con la mafia.
A parte queste divagazioni di colore , il gruppo siciliano entro il 2012 disporrà di una potenza installata superiore ai 2400 MgW, di due fabbriche , una per la costruzione delle torri eoliche e l’altra per la produzione di una speciale pellicola di sali di silicio, studiata e realizzata per il fotovoltaico e viene avvolta attorno alle torri eoliche per una produzione supplementare di energia elettrica. Infine i due elettrodotti sottomarini in corrente continua da 400 MGW ciascuno per trasportare in Italia l’elettricità prodotta in Tunisia ( eolico, fotoboltaico e turbogas) ed in Albania ( eolico, biomasse, fotovoltaico e turbo gas).
Per concludere dai Moncada, da Gheddafi e dalle aziende italiane e da una lungimirante politica governativa, si potrebbe tornare ai fasti della Roma imperiale, quando tutte le sponde africane erano vassalle dell’impero.