Briefing del 30 giugno 2009
L’ASSO NELLA MANICA DI MARCHIONNE
La FIAT,,dalla fine dello scorso anno ha sempre fatto parte del titoli, soprattutto come oggetto di trading lungo, in funzione di far monetizzare al cliente dei margini di guadagno, da utilizzare ,reinvestendoli, nelle occasioni che poi sempre si ripresentano. La Fiat è , da un paio di mesi, il tormentone di stampa, media, analisti ed addetti ai lavori in genere. Tutti si domandano se riuscirà nell’impresa di creare un colosso planetario in grado di produrre e vendere 6 milioni di vetture all’anno.
Il gruppo Fiat è presente in Cina sin dal 1986 tramite 16 società che occupavano più di 8.000 dipendenti, con un giro d’affari di 650 milioni di US$ nel 2005, a secondo il valore accordato alla moneta cinese. Le società operative controllate sono:
Fiat Auto tramite Fiat Nanjing, creata nel 1999 per produrre le Fiat Palio, Fiat Siena, Fiat Perla. Questa joint venture con il gruppo cinese Nanjing Automobile Corporation ha avuto termine nel dicembre 2007 e sostituito da un accordo con la Shanghai Automotive Industry Corporation[1]
Iveco tramite :
NAVECO creata nel 1986, per fabbricare veicoli commerciali Iveco leggeri e medi,
SAIC IVECO creata nel 2006, per fabbricare la gamma pesante Iveco,- SAIC IVECO Fiat Powertrain Technologies, creata nel 2006 per fabbricare motori e cambi per mezzi pesanti Iveco,- CNH-Case New Holland, per i trattori agricoli,Fiat Powertrain Technologies, per i motori,Magneti-Marelli -,Teksid – Comau.
Ma a questa presenza significativa , in questi giorni se ne aggiunta un ‘altra che può essere determinante perché Marchionne e’ in dirittura d’arrivo una joint venture in Cina con Guangzhou. “Sono cose che si vedranno nei prossimi giorni”, ha commentato l’amministratore delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne. “Stiamo finalizzando alcune manovre, siamo li’”.
Lo sbarco ed una collaborazione strategica e globale con la Cina, non deve meravigliare più di tanto, specie se si tiene presente che la FIAT ha in INDIA un partner come TATA che è la prima industria del settore nel subcontinente di indiano con oltre un miliardo di abitanti che uniti ai 1,350 mdi di cinesi, con in mezzo l’Indocina, già conquistata dalla PIAGGIO di Colaninno che ha gia avviato la produzione della vespa con un primo traguardo di 250 mila scoter nel primo anno di attivita, che toccheranno i 2 milioni quando entreranno in funzione gli stabilimenti in INDIA (2) e CINA (2).
Per concludere delocalizzazione e la realizzazione del principio di produrre dove i costi sono inferiori e vicino ai mercati di vendita dei prodotti, ha fatto del nostro paese una entità unica che così si è parzialmente affrancata da un sistema ( quello italiano)obsoleto e di conseguenza oneroso.
In borsa di questa anomalia se ne amplifica la percezione, tanto che alcune aziende quotate, con buona liquidità in cassa preferiscono investirla in acquisto di azioni proprie.
Per concludere, tornando alla Fiat, il geniale Marchionne con l’americana Crysler, l’indiana Tata e la cinese Guang.gazou, e forse anche con la tedesca Opel, realizzerà quell’industria dell’auto che produrrò e venderà nei quattro continenti.
Abbiamo dedicato questo briefing ad un settore che merita grande attenzione, ma anche altri settori sono interessanti soprattutto l’energetico, il tecnologico e quello dei servizi, mente i titoli da noi segnalati negli ultimi due mesi sono ancora , malgrado l’incertezza del mercato, segnano prezzi, se non altro maggiori da quelli d’acquisto, senza dimenticare dividendi, aumenti gratuiti di capitale a prezzo scontati