USA : CROLLA CON OBAMA IL MITO DEL CAPITALISMO COMPETITIVO

IL MODELO SOCIALE AMERICANO ASPIRAZIONE PER TUTTA LA GENTE DEL PIANETA CON LA CRISI DEI MERCATI FINANZIARI PRIMA E DELL’ECONOMIA POI SEMBRA ESSRSI FRANTUMATO – COSA CI ATTENDE ? – IL PARTICOLARE RUOLO DELL’ITALIA CHE HA SAPUTO SFRUTTARE AL MEGLIO LE OPPORTUNITA’ NATE DALA GLOBALIZZAZONE CLINTIONANA

IL SOGNO AMERICANO SI E’ INFRANTO

Le attese dei nostri clienti ed anche da parte di chi ci legge in genere sono concentrate sul fatti che i nostri Servizi dovrebbero essenzialmente limitarsi ad indicare dei titoli su cui concentrare l’attenzione operativa per poi in definitiva trarre profitto.
Non vogliamo certo tediarvi con un’approfondita analisi socio-economica d di quanto è accaduto negli Stati Uniti dalla fine dell’estate 207 ad oggi. Il modello di società, prima di questa crisi, ammirato e sognato da gran parte degli abitanti del pianeta, quello della terra dei liberi, dell’individuo che cercava ed otteneva, se ne aveva la capacità, il successo e la ricchezza.
La peculiare caratteristica della società statunitense era quello che lo Stato si manteneva estraneo ai problemi economici individuali, limitandosi a far rispettare le regole, le leggi e la costituzione. Ma l’imbroglio dei mutui subprime e la debacle delle banche di Wall Street, che si trascinavano dietro le borse ed i mercati finanziari di tutto il mondo, con ricadute pesanti sull’economia reale e si consumi.
A questo punto lo Stato controllore, sorto e consolidato nei secoli, per governare una società fondata sull’individuo e la sua personale “ricerca della felicità”, sul consumismo, così come lo aveva “idealizzato” Adamo Smith nella sua Ricchezza delle nazioni. In conclusione con Obama e tutti i provvedimenti che ha adottato, per cercare di evitare il collasso del sistema economico americano ( e finora sembra esserci risuscito) , segnano la fine di quello che veniva identificato come il capitalismo competitivo. Ma il tramonto di un modello non è certo la fine del mondo visto che il capitalismo consociativo, o se volete collusivo in altri Stati, come in larga parte dell’Europa,funziona.
E’ emblematico il caso FIAT, per comprendere la via imboccata dall’amministrazione Obama; alla casa italiana viene concesso di accedere al capitale della Crysler solo nelle limitata misura del 20%, mentre se l’apporto dei torinesi sarà costruttivo e positivo un altro 25% del capitale dell’azienda americana sarà successivamente ceduto ai torinesi, mentre maggioranza e controllo sarà del Governo e dei sindacati che a loro volta diverranno azionisti della società.
Una rivoluzione di non poco conto che, ricordiamo ha rivoluzionato anche il mondo delle banche, e dalla quale scaturirà un’ America diversa.
Il principio della terzietà dello Stato dagli affari economici degli individui, sancito dalla Costituzione e finora sempre scrupolosamente rispettato, si è infranto con i massicci interventi della FED, con denaro pubblico, per salvare le banche e l’industria automobilistica.
ma che conterà sempre nel contesto internazionale. Ricordando infine che il futuro del mondo passa dal sud est asiatico, dove tre miliardi di persone lavorano al limite delle loro capacità, aspirando ad n tenore di vita diverso e migliore, molto simile a quelo europeo.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento