ERG
ERG SCOMMETTE PESANTE SUL VENTO E SULL'ENERGIA. MA COL CARO GREGGIO L'ATTIVITA' DI RAFFINAZIONE POTREBBE
RISERVARE LE MIGLIORI SORPRESE NEI CONTI.
di SALVINO GAZIANO
Ingresso nei portafogli per questa società facente capo alla famiglia Garrone di Genova che negli scorsi giorni ha comunicato le linee guida del piano strategico per il 2007-2010, periodo che prevede investimenti per 2,5 miliardi di euro e una forte crescita nel settore eolico. Con un utile lordo complessivo prima di ammortamenti (stimanti in 300 milioni di euro) e tasse che dovrebbe attestarsi all'incirca a un miliardo di euro per la fine di questo decennio.
ERG è fra i principali gruppi indipendenti italiani operante nei settori dell’energia e del petrolio. Opera, infatti, nella raffinazione del greggio, nella distribuzione di prodotti petroliferi e nella produzione di energia elettrica. Rappresenta oggi circa il 22% della capacità totale di raffinazione nazionale e si posiziona come secondo operatore del settore in Italia. Le vendite ERG sul mercato interno coprono il 9% dei fabbisogni nazionali di prodotti petroliferi.
Un piano industriale, quello presentato dall’amministratore delegato di Erg, Alessandro Garrone, tutto focalizzato sulla crescita della redditività e della generazione di elevati flussi di cassa. Oggi Erg è soprattutto una società che fonda il suo business sulla raffinazione ma l’obiettivo di questi ingenti investimenti è cambiare il mix del fatturato posizionandosi maggiormente nella produzione di energia elettrica e gas con particolare focus sull’elettricità rinnovabile attraverso investimenti in impianti eolici. Pochi mesi fa si ricorderà che Erg aveva rilevato Enertad dal traballante imprenditore Luigi Agarini.
Infatti, per Erg Cesa Eolica (50% Erg), che oggi ha una potenza installata di 33 Mw e 188 Mw già autorizzati, si conta di arrivare entro il 2010 a una potenza di 490 Mw. Per Enertad (51%Erg), che ha invece una capacità installata di 77 Mw, per il 2010 si punta a raggiungere una potenza complessiva di 390 Mw. Considerando i 50 Mw che Erg ha in programma di acquisire da Alerion, la potenza complessiva arriverà a un totale nel 2010 di 930 Mw.
E che il vento sia cambiato (è il caso di dirlo) nella produzione eolica lo dicono gli addetti ai lavori che in un convegno tenutosi qualche settimana fa (Energetica), promosso dall' Anev (Associazione Nazionale Energia dal Vento), hanno evidenziato come in Italia nonostante i numerosi stop locali (legati al timore dell'impatto sul territorio delle pale) il settore è in forte crescita (+37%). A livello mondiale l'eolico, riferisce l'Anev, "oggi ha il più alto tasso di crescita a livello mondiale".
In questo settore Erg prevede un aumento della propria quota di mercato in Italia dal 5% del 2005 a oltre il 20% nel 2010, mentre, per quanto concerne il contributo del settore energia elettrica (Power & Gas) ai risultati consolidati del gruppo, questo è atteso a circa 500 milioni di euro di utile lordo ( ebitda) nel 2010. "L'idea è arrivare a una intesa con il nostro partner Acciona per mettere insieme tutte le attività di eolico", ovvero Cesa Eolica (jv con Acciona) ed Enertad, "in un'unica società che resti quotata in Borsa, la Enertad del futuro", ha detto Alessandro Garrone.
Il finanziamento del piano al 2010 di Erg dovrebbe avvenire con generazione di cassa e con il debito. Quanto alla politica dei dividendi, l'obiettivo "è per lo meno di mantenere il dividendo in termini assoluti".
Per quanto riguarda l’attività di raffinazione dopo un anno horribilis come il 2005 (turbato da fermi impianti, guasti, incendi, flessione del margine di raffinazione), il peggio dovrebbe essere alle spalle. Le previsioni stimano in 330 milioni di euro il contributo economico (ebitda) nel 2010, considerando lo scenario dell’anno scorso. Proprio quest’attività tradizionale potrebbe riservare le migliori sorprese visto che nel primo trimestre del 2007 si è assistito a un forte aumento dei guadagni per i raffinatori di tutto il mondo con una domanda di benzine e prodotti petroliferi raffinati in forte crescita. Addirittura, secondo le stesse dichiarazioni del management, per Erg il margine di raffinazione dovrebbe essere raddoppiato rispetto al primo trimestre 2006 (nel primo trimestre del 2007 Erg sta chiudendo con margini sopra i 6,5 dollari al barile) mentre il colosso europeo Total ha confermato il buono stato del settore stimando in un +30% l’incremento nella propria redditività. Uno stato di grazia del settore che viene confermato da diverse analisi che vedono uno scenario nel settore della raffinazione di forte domanda con un’offerta scarsa. Costruire, infatti, nuovi impianti di raffinazione richiede tempi lunghi e investimenti sempre più costosi per l’aumento del costo delle materie prime. Per questo motivo le società di raffinazione si trovano in una posizione di forza e vicini alla massima capacità produttiva in termini di utilizzo degli impianti visto che vengono considerati il collo di bottiglia lungo la catena del valore che parte dagli idrocarburi e termina con i prodotti finiti. Naturalmente uno scenario rosa soprattutto col prezzo del petrolio sopra i 60 dollari al barile o comunque in ascesa.
Intanto nel 2006 il gruppo Erg ha registrato un risultato netto di 103 milioni di euro, in calo del 55% rispetto all'esercizio 2005 (230 milioni di euro) mentre il margine operativo lordo consolidato è stato di 462 milioni di euro (27% sul 2005).
La società come nuovi investimenti prevede inoltre di entrare nell'importazione e commercializzazione del gas naturale attraverso la realizzazione, in partnership con Shell, di un impianto di rigassificazione nel polo industriale di Augusta-Priolo-Melilli. Anche per la cosiddetta area marketing, ovvero la rete commerciale dei distributori, è in corso un'operazione di ristrutturazione della rete che prevede un esborso di 70 milioni di euro fino al 2008 (cambierà anche il marchio con uno sfondo che diventerà verde invece che blu). Per il 2010, per questa divisione Erg Petroli, si prevede un innalzamento della quota di mercato dal 7% del 2006 fino a raggiungere il 7,8% del totale nazionale (senza considerare l'acquisto di Tamoil che al momento sembra un dossier meno caldo).
Quanto ai biocarburanti, Garrone ha spiegato che ''stiamo studiando il settore. Nel piano e' prevista la costruzione di un impianto di biodisel a Priolo. Ma siamo prudenti. Abbiamo qualche dubbio sia dal punto di vista tecnologico, perchè la tecnologia si sta evolvendo molto velocemente, sia sul mercato, che certo non è facile.
Un dinamismo che si rivela anche nell’intenzione della famiglia Garrone di investire in quote di minoranza in centrali di produzione di energia elettrica.
Possibili novità sui risultati potranno arrivare dalla prossima assemblea, convocata per il prossimo 27 aprile, dove sarà proposto un dividendo di 0,40 euro per azione, invariato rispetto al 2005, che sarà messo in pagamento a partire dal 10 maggio 2007.
23 Aprile 2007