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Questo dossier nasce per offrire ai risparmiatori un panorama operativo del settore energetico e dei titoli che lo rappresentano, quotati nella borsa italiana. Il settore comprende 22 titoli che, alla data del 28>>>>>continua

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AGGIORNAMENTI DELLE VALUTAZIONI DEI PORTAFOGLI DI BORSADOMANI



I PORTAFOGLI DI BORSADOMANI
Complessivamente, tra le posizioni aperte del Portafoglio Virtuale ed i titoli selezionati a gennaio 2008 ed inclusi nel Portafoglio di medio periodo, i titoli selezionati dal Servizio di Consulenza operativa sono i seguenti:
FIAT Risp – AMPLIFON – INDESIT – PIRELLI & CO. CARRARO – IMMSI – ENERTAD – CAMFIN – PIAGGIO – SOCOTHERM – RISANAMENTO SAES GETTERS – EUROTECH - ELICA
Dopo il primo trimestre del 2008, uno dei peggiori dal 2003, è necessario procedere a degli aggiornamenti valutativi, sia in funzione dei risultati ufficiali del 2007 che del mutato clima in cui si consolidano, ogni giorno di più, i segnali di una ripresa dei prezzi delle quotazioni e dei relativi indici. Per ogni singolo titolo cercheremo di dare una “fotografia” riassuntiva sia del momentum che delle prospettive, di breve, medio e lungo periodo che, tradotti in termini temporali più concreti, sono tre, sei e dodici mesi.Ove fosse necessario vogliamo precisare che i nostri metodi d’analisi tengono conto dei risultati, di per sé sempre importanti, ma essi si riferiscono sempre al passato, mentre la borsa, oltre ai numeri, incorpora la speranza, la prospettiva di crescita, o meno, dell’azienda, dei suoi programmi e della capacità del management di farla crescere, produrre utili e plusvalore per gli azionisti.

Per ragioni di spazio, trattandosi di ben 14 titoli, questo report sarà suddiviso in tre parti.


PARTE PRIMA


FIAT Risp.
Dei tre titoli quotati la nostra preferenza va al titolo di risparmio per ragioni di redditività. Ai prezzi attuali, infatti, il P/E di Fiat risp. è pari a 7 e ciò significa che il titolo capitalizza 7 volte gli utili. Il gruppo Fiat procede a passi spediti verso la sua sempre maggiore presenza sullo scenario mondiale. In Russia la sua alleanza con la Sukoi, in India con la Tata e la realizzazione di un insediamento industriale che porterà la produzione di 3 milioni autovetture riservate al mercato indiano ed infine lo sbarco negli Stati Uniti dove produrrà i nuovi modelli dell’Alfa Romeo. Il piano industriale del gruppo elaborato da Marchionne prevede per il 2010 il raggiungimento di un utile netto consolidato di 5 mdi d’euro, senza dimenticarci che la Fiato do Brasil è leader del mercato auto dell’America meridionale. Attualmente la Fiat ord capitalizza meno di 20 mdi d’euro, mentre la risp è di poco sopra glo 800 mln d’euro. Questo scenario di crescita ambizioso ha spinto i Fondi del gruppo Fifelity, il più importante del mondo, ad elevare la sua partecipazione dal 2 al 4% nel capitale ordinario della società. Un target prudenziale, stimato per la fine del corrente anno, lo collochiamo a non meno di 18 euro per Fiat risp.

INDESIT
II gruppo Merloni nel 2007 ha registrato i seguenti risultati. Indesit ha reso noto di avere chiuso il 2007, dati preliminari, con ricavi in crescita del 5,8% a 3.473,8 mln d’euro. L’ebitda ha evidenziato un aumento del 10% a 333,4 mln e l’ebit ha mostrato un progresso del 20% a 192,2 mln. Prima degli oneri non ricorrenti l’ebitda si è attestato a 360,8 mln (+5,5%) e l’ebit a 219,7 mln (+10,3%). L’utile netto di Gruppo ha evidenziato un incremento del 38% a 105,4 milioni. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2007 ammontava a 331,1 milioni, in calo rispetto ai 423,6 milioni di fine 2006. Il patrimonio netto di gruppo alla stessa data era pari a 577,9 mln (545,6 mln a fine 2006). Min/Max del titolo in borsa negli ultimi 12 mesi: 7,2200 18,7400. Il gruppo di Fabriano ha scelto, già da anni, di puntare alla crescita nell’Europa dell’est, costruendo un grande insediamento ( oltre 50 mila mq di superficie coperta) nelle vicinanze di Mosca, ha chiuso nel 2007 lo stabilimento inglese e ne sta costruendo uno nuovo in Polonia per la costruzione di un milione di frigoriferi da vendere sul mercato dell’est europeo. L’entrata in funzione di tale insediamento previsto nella prima metà del prossimo anno, darà un decisivo contributo ad un ulteriore miglioramento dei conti del gruppo. Da sottolineare la crescita record dell’utile netto del +38%, mentre il P/E, rispetto alla corrente capitalizzazione di 1 mld di euro è pari a 10 volte gli utili, mentre a maggio distribuirà un dividendo di 0,5€ per l’azione ordinaria, con un rendimento cioè superiore al 5%. Il titolo è ampiamente sottovalutato e se nel medio/lungo periodo appare difficile che ritorni al massimo del 2007 di 18€, un target di medio periodo vicino a 14€ ci sembra realistico e prudenziale. Acquistare in un’ottica di 12 mesi.

AMPLIFON

E’ il titolo sul quale, nel nostro portafoglio virtuale, dobbiamo registrare la peggiore performance. Dall’ inizio d’agosto del 2007, quando abbiamo venduto l’ultima partita di 500 azioni a 7 euro, la perdita da questo massimo ad oggi è del 70%. Quali le cause di questa debacle ? Sicuramente un bilancio 2007 con risultati in forte declino e da dimenticare. Sono diminuiti i ricavi, i margini, mentre è aumentato l’indebitamento. Ma tutto questo ha delle precise cause che sono da ricercare nella politica d’espansione della società, intrapresa in momento negativo della congiuntura economica mondiale e quindi, tali risultati, non sono dipesi dal declino del core businness dell’azienda. Ma vediamo nel dettaglio. Amplifon è leader mondiale nella distribuzione ed applicazione d’apparecchi acustici, distribuisce apparecchi ad alto contenuto tecnologico delle primarie aziende mondiali, offrendo soluzioni personalizzate. Il Gruppo ha raggiunto una dimensione internazionale attraverso una serie d’acquisizioni d’aziende leader. Amplifon è presente in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Spagna, Portogallo, Ungheria, Egitto e Nord America (Usa e Canada). L'azionista principale è Ampliter Nv con il 60,7% del capitale. Altri azionisti sono Newton Investment Management (2,1%), Allianz (2%) e Columbia Wagner A.M. (2%). Amplifon detiene il 3,48% circa d’azioni proprie. Occorre anche rilevare che la crescita dell’indebitamento è stata determinata dai maggiori investimenti in Nod America ed Inghilterra e per l'acquisto d’azioni proprie, mentre la debolezza del dollaro ha influito sui conti delle consociate nordamericane, mentre è stata complessa l’integrazione nel sistema Amplifon dell’inglese Ultravox. Il forte calo del titolo quindi è da imputare a circostanze congiunturali, del resto ormai superate, ed il prezzo attuale del titolo va visto come un’opportunità, piuttosto che come un fatto negativo. Un giudizio meno miope e rivolto al futuro ci spinge a credere sul futuro di questa società, visto anche che nel mondo, e soprattutto nelle zone dove opera, la sordità è in aumento e non in diminuzione. Ad Agosto scorso le banche d’affari stimavano un prezzo obiettivo di 9 euro, mentre oggi, dimentichi di tale valutazione, non sanno che pesci pigliare. Entro la fine dell’anno la nostra stima è di 4,4/4.7€, mentre tra 12 mesi un ritorno sopra i 6 euro è abbastanza realistico. L’azienda ha intatte potenzialità per raggiungere questi traguardi.


COMUNICATO
Preghiamo gli abbonati a cui abbiamo comunicato la scadenza dell’abbonamento di volerlo rinnovare con cortese sollecitudine anche perché gli sconti proposti scadono improrogabilmente il 15 aprile prossimo.



LA SECONDA PARTE SARA’ INVIATA AGLI INIZI DELLA PROSSIMA SETTIMANA



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