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Questo dossier nasce per offrire ai risparmiatori un panorama operativo del settore energetico e dei titoli che lo rappresentano, quotati nella borsa italiana. Il settore comprende 22 titoli che, alla data del 28>>>>>continua

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PRIMA LA PAROLA AI NUMERI

RISULTATI CONSOLIDATI AL 30 SETTEMBRE 2006

RICAVI € 2.971,8 milioni (+20,8%)
EBITDA € 334,8 milioni (+13,9%)
EBIT € 261 milioni (+16,8%)
UTILE NETTO € 77,5 milioni (+42,2%) *

Eccedenza finanziaria netta aggregata € 269,2 milioni (359,8 milioni al 31 di-cembre 2005)
Indebitamento finanziario netto consolidato € 802,5 milioni (465,2 milioni al 31 dicembre 2005)
Patrimonio netto totale € 1.897 milioni (1.856,4 al 31 dicembre 2005)
  • L’utile netto del 2005, al netto di poste non ricorrenti, fu di 87,7 mln di euro.
  • Nei primi nove mesi questa voce di bilancio presenta una crescita del 42,2% che, per motivi che più avanti illustreremo, potrebbe accelerare nell’ultimo trimestre e superare il 50%. Ove ciò si verificasse l’utile 2006 potrebbe raggiungere i 130 mln che, a parità di capitalizzazione, farebbe scendere il rapporto P/E sotto 15.


LA STRUTTURA DIVERSIFICATA ASSICURA FUNZIONALITA’
Come è nella tradizione di ogni Holding la CIR controlla aziende con brand di-versi, ma che rispondono ad una precisa esigenza: la diversificazione che assi-cura la presenza nei settori editoriale e stampa, componentisitca auto, energia elettrica e gas service. Le società che ccontrolla e dirige sono infatti le seguenti:

L’Espresso
Il Gruppo Espresso, leader italiano nell’editoria, è il principale investimento di CIR ed opera nel settore dei media, in particolare nella carta stampata (quoti-diani e periodici), nella radio, nella televisione digitale, nella raccolta di pubblicità e nel settore Internet. La capogruppo Gruppo Editoriale L'Espresso SpA pubblica il quotidiano nazio-nale la Repubblica e il settimanale L'Espresso; attraverso le sue controllate è anche editore di 16 quotidiani locali, di tre emittenti radiofoniche nazionali, opera nel settore Internet gestisce una rete televisiva nazionale e raccoglie la pubblicità per i mezzi del Gruppo oltre che per alcuni editori terzi.
Nel 2005 il Gruppo Espresso ha realizzato un fatturato consolidato di € 1079,9mn (€ 1080,1mn nel 2004), un risultato operativo di €177,5mn, con u-n'incidenza sul fatturato del 16,4% (€192,2mn nel 2004, pari al 17,8% del fattu-rato), ed un utile netto di € €116,3mn (€ 98,9mn nel 2004).

Attività
Quotidiano nazionale: nel 2005 la Repubblica con 2.958.000 lettori giornalieri (Audipress 2005/II) è stato il quotidiano più letto in Italia e il secondo per diffu-sione con 626.400 copie medie.
All'edizione nazionale si affiancano nove edizioni locali (Roma, Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Napoli, Palermo e Bari). Con il quotidiano vengono pubblicati alcuni supplementi settimanali (tra i prin-cipali Affari & Finanza, Il Venerdì, la Repubblica delle Donne; l'offerta viene inoltre integrata con prodotti multimediali ed editoriali offerti in abbinamento facoltativo. Nel 2005 sono stati venduti complessivamente oltre 16,5 milioni di collaterali, grazie anche al gradimento ottenuto dalle tre grandi collane del 2005, L'Italia, Le Religioni e La Scienza, che hanno venduto oltre 7,5 milioni di copie.
Periodici: L'Espresso è un autorevole settimanale di opinione con una diffusione di 390.600 copie e oltre 2,3 milioni di lettori ad uscita; anche L'Espresso offre dei prodotti editoriali e multimediali in abbinamento opzionale.
Tra gli altri periodici del Gruppo, l'edizione italiana del National Geographic ha diffuso oltre 125.900 copie.
Quotidiani locali: il Gruppo edita attraverso le sue controllate 16 quotidiani loca-li, che formano il network più esteso e radicato in Italia, raggiungendo quotidianamente 3,2 milioni di lettori in 10 regioni. La diffusione complessiva delle testate locali è di 483 mila copie medie.
Radio: il settore radiofonico del Gruppo è il primo per audience tra le radio italiane con oltre 8,6 milioni di ascoltatori raggiunti nel giorno medio; Radio Deejay nel 2005 si è confermata la prima emittente privata italiana con 5,6 milioni di ascoltatori e la prima radio italiana in assoluto con 13,4 milioni di ascoltatori nella settimana (Audiradio 2005); Radio Capital ha raggiunto nel 2005 quasi 2 milioni di ascoltatori giornalieri e la terza radio del Gruppo, m2o, rivolta ad un pubblico di giovani e giovanissimi, ha superato il milione di ascoltatori nel giorno medio.
Televisione: ad aprile 2005 il Gruppo Espresso ha acquistato l'emittente televisiva nazionale All Music. Gli interventi attuati fino ad oggi hanno riguardato il rafforzamento della copertura nazionale della rete, che raggiunge attualmente il 76% della popolazione italiana, il potenziamento della strumentazione tecnologica, e il rinnovo dei contenuti in termini di grafica, programmi e conduttori. Il nuovo palinsesto, in onda dal 23 gennaio 2006, ha già avuto un buon riscontro di pubblico: secondo una ricerca dell'Istituto Ipsos l'emittente ha raggiunto i 2,7 milioni di telespettatori tra i 15 ed i 34 anni, un terzo dei quali nuovi, superando nel segmento importanti concorrenti.
Il Gruppo opera anche nella televisione digitale, attraverso il canale musicale Deejay Tv. Da aprile 2006 è inoltre presente sul digitale terrestre Repubblica-RadioTV che, dopo un anno di programmazione solo via internet ed esclusi-vamente audio, ha iniziato a trasmettere in video tre ore al giorno ed in podcasting.
Internet: Kataweb, ora integrata in Elemedia SpA, si occupa dell'attività internet del Gruppo; a dicembre 2005 il network dei siti internet Kataweb/Gruppo Espresso contava 7,7 milioni di utenti unici e 306,1 milioni di pagine viste (dati certificati da Red Sheriff). Raccolta pubblicitaria: la concessionaria A.Manzoni&C . nel 2005 ha realizzato una raccolta pubblicitaria lorda di € 635,6mn.

Sorgenia
Il Gruppo Sorgenia (già Energia) è una delle società leader del nuovo mercato libero dell'elettricità e del gas.Nata nel luglio 1999 da una joint-venture fra il Gruppo CIR e l'austriaca Verbund, ha guadagnato quote di mercato crescenti, ricoprendo sin dall'inizio un ruolo da protagonista nel mercato liberalizzato.
Sorgenia SpA è una delle società leader del nuovo mercato libero dell'elettricità e del gas.
Nata nel luglio 1999 da una joint-venture fra il Gruppo CIR e l'austriaca Ver-bund, ha infatti guadagnato quote di mercato crescenti, ricoprendo sin dall'inizio un ruolo da protagonista nel mercato liberalizzato.
Tra i suoi clienti, conta imprese che operano nei più diversi settori industriali, aziende di rilevanza nazionale o società italiane di grandi gruppi multinazionali. Tutte realtà per cui il tema energia è essenziale per la competitività aziendale.
Sorgenia è tra i pochi operatori privati dotati di proprie centrali di produzione ed è attualmente impegnata nella costruzione di nuovi impianti e nell'adeguamento delle strutture esistenti ai più elevati standard tecnologici, con l'obiettivo di conciliare l'efficienza degli impianti e il rispetto dell'ambiente.

Offerta
Ai grandi clienti industriali e alle piccole e medie imprese, Sorgenia garantisce:
una fornitura certa e costante di energia elettrica e di gas naturale a prezzi competitiviassistenza nel passaggio al libero mercato e presenza costante per tutta la durata del contrattoservizi a valore aggiunto: dalla fattura on line alla consulenza mirata, dagli strumenti per il calcolo del prezzo dell'energia a quelli per l'ottimizzazione dei consumiservizio Energia Management, per una gestione attiva della risorsa energeticaconsulenza mirata per la verifica delle modalità di consumo e il contenimento della spesa.

Strategia
Sorgenia si propone come operatore multiutility, consentendo alle aziende che scelgono un acquisto congiunto di elettricità e gas di massimizzare i vantaggi offerti dalla liberalizzazione del mercato elettrico e di quello del gas.
Sorgenia offre infatti ai clienti il vantaggio di un'unica struttura commerciale di riferimento, del medesimo sistema di fatturazione e dei medesimi supporti tecnici per la gestione dell'energia elettrica e del gas naturale.
Il presidio del mercato si basa inoltre su una precisa strategia industriale mirata allo sviluppo di una propria capacità produttiva tramite: la costruzione di nuove centrali di produzione cosiddette "a ciclo combinato" (ad elevato rendimento e basso impatto ambientale) l'acquisizione, nel gennaio 2003, attraverso la cordata formata da Energia Italiana SpA (Sorgenia SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, AMGA ed HERA) e ACEA-Electrabel, di Tirreno Power, la terza delle società di produzione (GenCo) messe in vendita da Enel per effetto del Decreto Bersani.
L'approvvigionamento sul mercato del gas poggia invece su un contratto di importazione di gas naturale dalla Libia, di durata ventennale, e su un contratto di importazione di gas dalla Norvegia, di durata pluriennale.

Sogefi
E'uno dei maggiori gruppi internazionali operanti sulla scena mondiale nel set-tore dei componenti autoveicolistici. Il core business si concentra su due settori di attività: la filtrazione ed i componenti elastici per le sospension.
i Sogefiè' uno dei maggiori gruppi internazionali operanti sulla scena mondiale nel settore dei componenti autoveicolistici.Il core business si concentra su due settori di attività: la filtrazione ed i componenti elastici per le sospensioni.
La produzione nel 2005 si è rivolta per il 64% al mercato del primo equipag-giamento, per il 23% a quello del ricambio indipendente e per il 13% al merca-to del ricambio originale costruttori.Il Gruppo SOGEFI ha registrato nel 2005 un fatturato di 1.023,4 milioni di Euro, così ripartito: per il 51% dall'attività del settore filtri e per Il 49% dal settore dei componenti per sospensioni.
I dipendenti del Gruppo al 31 dicembre 2005 erano 6.171.

Struttura del Gruppo
Le principali società controllate da SOGEFI S.p.A. con sede a Mantova, sono:
Filtrauto S.A.(Francia),Sogefi Filtration S.p.A. (Italia),Sogefi Filtration Ltd (Gran Bretagna),Sogefi Filtration S.A (Spagna) e Sogefi Filtration do Brasil Ltda (Brasi-le) capogruppo filtri America Latina;
Allevard Rejna Autosuspensions S.A. (Francia) capogruppo della divisione componenti per sospensioni auto;
United Springs SaS (Francia) attiva nel comparto molle di precisione;
Rejna S.p.A. (Torino), capogruppo della divisione componenti elastici auto Ita-lia;
Luhn & Pulvermarcher - Dittman & Neuhaus GmbH (Germania) attiva nei com-ponenti elastici per veicoli industriali;
Il Gruppo SOGEFI è presente con unità produttive e commerciali in Italia, Gran Bretagna, Olanda, Svezia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Stati Uniti, Egitto e Cina.

HSS Holding Sanità e Servizi
Il gruppo HSS ha iniziato la sua attività nel 2003 nel settore della sanità e opera in particolare attraverso residenze sanitarie assistenziali (RSA), strutture di tera-pia psichiatrica e centri di riabilitazione funzionale.
L’obiettivo a lungo termine di HSS è quello di creare un gruppo di medie dimensioni operante a livello nazionale nei settori dei servizi ospedalieri, nella ria-bilitazione e nei servizi di residenzialità socio-sanitaria per malati cronici.
L’attività del gruppo HSS è attualmente orientata alla gestione di tre tipologie di servizi:

RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI (RSA), attraverso la società Villa Mar-gherita, che gestisce tre RSA in Liguria, Casaverde, che gestisce quattro resi-denze a Milano, Brescia ed Alessandria, e Residence Ducale, che gestisce due residenze per anziani a Modena;
PSICHIATRIA, con la società Redancia che gestisce quattro comunità terapeu-tiche psichiatriche localizzate in Liguria e Piemonte;

RIABILITAZIONE, con la società Rehab che opera in Lombardia (Como) per il recupero e la rieducazione funzionale e Physioclinic per lo sviluppo di attività di riabilitazione sportivo-agonistica e amatoriale a Milano;

Nel giugno del 2004 HSS ha partecipato alla gara pubblica e si è aggiudicata la gestione del Presidio Ospedaliero F.lli Montecchi di Suzzara (Mantova).
Per la gestione di tale struttura ospedaliera è stata costituita la società Ospedale di Suzzara (controllata al 65%) che il 6 agosto 2004 ha stipulato il contratto di concessione con la Fondazione Presidio Ospedaliero F.lli Montecchi di Suzza-ra. Sono in corso le procedure per il trasferimento dell’attività di gestione dell’ospedale.
Nel 2005 il gruppo HSS ha realizzato un fatturato di 53,8 milioni di euro con un risultato netto negativo per 1,4 milioni di euro, scontando la fase iniziale di sviluppo dell'attività.
Nel giugno 2006 HSS ha acquisito il 100% della società Anni Azzurri, specializ-zata nella costruzione e gestione di residenze per anziani. Con questa acquisizione HSS raggiunge, in soli tre anni di vita, un fatturato complessivo di circa 110 milioni di euro con oltre 3.000 posti letto gestiti.

FINANZA SPECIALIZZATA CON LA NEO ACQUISITA

OAKWOOD FINANCIAL INVESTMENTS

Questa ultima società, ed il ramo di attività in cui opera, è l’ultima arrivata in ca-sa CIR ed il frutto di un accordo con MERRILL LYNCH per investire in un gruppo internazionale attivo nella finanza specializzata CIR e Merrill Lynch si accordano per acquisire ciascuna circa il 45% della so-cietà.
L’investimento previsto per CIR è di circa 100 milioni di euro e sarà effettuato ricorrendo a disponibilità proprie. Il closing entro gennaio 2007. L’operazione è condizionata all’esito favorevole della ‘due diligence’ ed è sog-getta all’approvazione da parte della Autorità Antitrust europea e delle Autorità di regolamentazione dei servizi finanziari.

CIR SpA, attraverso la sua controllata CIR International (Lussemburgo), ha raggiunto un accordo preliminare per acquisire una partecipazione di circa il 45% di Oakwood Financial Investments, società internazionale specializzata in servizi finanziari retail innovativi e ad alta crescita, con sede in Gran Bretagna. Merrill Lynch acquisirà contestualmente una quota pari a quella di CIR, con l’obiettivo di esercitare un controllo congiunto sul gruppo. Il capitale residuo sarà allocato a investitori di minoranza, mentre il management della società de-terrà una quota pari all’1,5%.

Il closing dell’operazione, previsto entro gennaio 2007, è soggetto all’esito fa-vorevole della due diligence attualmente in corso e all’approvazione dell’Autorità Antitrust europea e delle Autorità britannica e australiana per la re-golamentazione dei servizi finanziari. CIR investirà al closing circa 100 milioni di euro, e si impegnerà a supportare lo sviluppo di nuove iniziative del Gruppo Oakwood, decise congiuntamente con Merrill Lynch, per un ulteriore impegno finanziario previsto di circa 50 milioni di euro. CIR finanzierà l’investimento ricorrendo a disponibilità proprie. L’operatività di questa azienda è una novità per l’Italia.
Oakwood, attualmente strutturato come fondo di investimenti ma destinato a diventare società di capitali in Lussemburgo prima del closing dell’operazione, è specializzato nella creazione, nell’acquisizione e nella gestione di società di finanziamenti retail. La società intende concentrarsi sulla fascia di clienti cosiddetti non-conforming oppure non-prime, ossia che non soddisfano i tradizionali criteri di erogazione del credito, in particolare nei segmenti dei mutui, del credito al consumo, del finanziamento degli autoveicoli e del leasing.
Oakwood opera attualmente sui mercati australiano, inglese e italiano attraverso cinque società: tre costituite tra il 2001 e il 2006 dal management (Pepper Homeloans in Australia, One World Leasing ed Edeus in Gran Bretagna); due di cui è stato acquisito il controllo Pepper Homeloans,creata nel 2001, con sede a Sydney, è attualmente la terza società australiana specializzata in mutui ipotecari speciali (non-conforming) per la casa, e ad oggi ha realizzato 5 operazioni di cartolarizzazione.

I BUONI MOTIVI PER COMPRARE CIR

Quello che finora abbiamo esposto, crediamo con sufficiente chiarezza, ci dice tutto sulla struttura del gruppo, ma non ci dice perché questo titolo sia preferi-bile ad altri e, soprattutto quali prospettive di crescita abbia in borsa, visto che in questi ultmi 24 mesi di borsa di segno toro, il titolo della Compagni di De Benedetti, non ha brillato per spunti rialzistici degni di cronaca e neppure per divi-dendi sostanziosi e sopra la media. Proprio in questo comportamento anonimo, quasi fuori dal coro, ci ha spinto a trovare qualcosa che giustificasse un giudizio diverso da quello che il mercato esprime, confinando il range di oscillazione del titolo , da inizio d’anno ad oggi da 2,25 e 2,66 €, che porta ad una valutazione delle aziende del gruppo inferiori ai 2 mdi di euro.
Apparentemente questa valutazione è in linea con quella che analisti, gestori e broker assegnano alla capogruppo e, se si guarda con l’occhio orientato al presente, la valutazione che la borsa assegna alla CIR è congrua ed appropriata.
Ma la valutazione di un titolo non è un fatto puramente contabile. Almeno così mi hanno insegnato coloro che la borsa l’hanno conosciuta, frequentata, valu-tata e giudicata prima di me. E tra i tanti principi che mi sono rimasti maggior-mente impressi nella memoria c’è quello che la borsa anticipa e sconta gli e-venti, sia in positivo che in negativo; in parole semplici il giudizio va anche e-sterso alla capacità di crescere, di capire i problemi che la comunità pone, i fattori micor e macro economici che potranno influenzare il corso dell’attività di un’ economia, di un settore, di un’azienda.
La previsione in borsa è come un’equazione matematica la cui soluzione di-pende dalla conoscenza delle variabili che contiene; il numero di queste varia-bili è eguale a “n” e cioè infinite. Più variabili riuscirai a risolvere più ti avvicine-rai alla soluzione, come dire “nel futuro non c’è certezza”.
Dopo questa breve, ma significativa digressione, torniamo alla CIR ed alla no-stra convinzione che i dati e le cifre, ma soprattutto gli uomini che la guidano, vanno letti e giudicati con criteri e parametri diversi da quelli tradizionali, anche usando un pizzico di...

IL GRUPPO ESPRESSO REPUBBLICA

Oggi è il primo opinion leader nazionale, presenta un ottimo bilancio, ha testate , come La Repubblica e l’Espresso, seguite ed apprerzzate, con ottimi ritorni pubblicitari. Parallelamente, il suo storico competitor, il Corriere della Sera, negli ultimi tempi, causa le idee poco chiare degli innumerevoli azionisti di con-trollo, ha perso quella leadership di credibilità ed autorevolezza che, per oltre un secolo, è stata la sua principale connotazione; infine La Stampa che, con la scomparsa dei due fratelli Agnelli si è ridotta ad un semplice giornale aziendale.
La crescita di questo gruppo è stata così favorita da vicende esterne , come i problemi dei concorrenti, mentre aver sponsorizzato l’attuale maggioranza go-vernativa le renderà la vita più facile , quanto meno nella raccolta pubblicitaria sia istituzionale che commerciale.
Questa breve analisi , che unita ad un ottima gestione delle risorse, soprattutto umane di primissima qualità, confortano un giudizio positivo sul brand editoria-le-mediatico che fa capo alla CIR, anche se secondo la consìcezione tradizio-nale, trattasi di un settore maturo la cui caratteristica è quella di una crescita lenta, ma sicura.

SORGENIA

Ha bisogno di gas ed elettricità. Per la prima ha un accordo con l’austriaca VERBUND, un altro con ACEA, ELECTRALABEL e TIRRENO GENCO; mentre per il Gas ha un accordo con Gaz de France e da quanto ci risultata sta per si-glare un accordo con Gazprom, dopo il viaggio del Ministro degli esteri italiano da Putin con il quale ha concluso diversi accordi tra cui la fornitura di elicotteri da Finmeccanica e un contratto per le Ferrovie russe con Ansaldo STS. A Sor-genia dovrebbero arrivare 2 mdi di mc di gas dal mare di Barents attraverso l’oleodotto Nord Stream.
Creata agli inizi del 2000, dopo un necessario periodo di organizzazione e mes-sa a regime, oggi può contare su una crescita sopra la media del settore, gia’ visibile sia nel bilancio 2005 che nei primi sei mesi del 2006. Nel 2005 i ricavi furono di 1.222 mln, mentre l’utile netto ammontò a 29,1; nel primo semestre del 2006 i ricavi sono stati di 885,6, mentre l’utile è stato di 37 mlin di euro.
SORGENIA in definitiva si pone come una delle grandi realtà nel settore dele u-tilità nazionale ed internazionali, con coefficienti di crescita ancora molto eleva-ti, in sintonia con un mercato che non può che crescere in sintonia con le esi-genze e delle necessità della società.

SOGEFI

E’ una delle più importanti societa’ di componentista d’auto e sta beneficando della crescita del settore avuto in Europa ed in particolare in Italia. Pur operan-do in un settore maturo contribuisce in maniera determinante all’equilibrio tra costi e ricavi del gruppo, di cui costituisce la tradizione.

HSS Holding di Servizi Sanitari

Nella prima parte di questo report abbiamo sottolineato come questa azienda, nata nel 2002, abbia già una sua collocazione strategica nel settore in cui ope-ra: i problemi della terza età e delle malattie croniche irreversibili.
Nella regione Lombardia gli anziani i non autosufficienti godono di particolari privilegi elergiti dalla regione come, ad esempio, un contributo a fondo perduto per un anziano ricoverato presso una casa di riposo privata.
Secondo una nostra particolare indagine ci è risultato che in Lombardia un ri-coverato paga direttamente all’istituto una media di 67€ al giorno, tutto com-preso, escluse cure specialistiche ed altri assistenze mediche che vengono as-sicurati dalla ASL, mentre la regione contribuisce con 33€ per ogni ricoverato. De Benedetti ha già acquisito una diecina di case di riposo, nelle reigioni Lom-bardia, Liguria , Piemonte e Emilia per un totale di circa 3000 posti letto e a fine 2006 i ricavi di questa neonata società ammonteranno ad oltre 110mln con un margine operativo lordo superiore compreso tra il 25% ed il 35%.
L’ultima acquisizione del mese di ottobre riguarda l’Ospedale psichiatrico di Suzzara, che convertirà in un centro di assistenza per malati terminali di malat-tie nervose degenerative.

OAKWOOD FINANCIAL INVESTMENTS

Il fenomeno che ha portato il gruppo CIR a entrare, in una forma innovativa, nel settore della finanza specializzata, che comprende il credito al consumo in for-me innovative come quello dell’erogazione del finanziamento sul punto vendita , oppure quello dei mutui, autoveicoli, con un’attenzione particolare alla clien-tela non-conforming (per capirci quella con qualche piccolo protesto).
Questa attività in Italia, assolutamente innovativa, trova spunto e conferma su una dato macro che ci riguarda da vicino. Infatti secondo una studio di BNL e di altri centri di ricerca, l’Italia ha imboccato la via del minor risparmio e del maggior consumo, anche perche’ aumentano i lavoratori dipendenti e diminui-scono i lavoratori autonomi.
Abbiamo così che a fronte di un reddito disponibile sostanzialmente stabile, la spesa delle famiglie italiane è aumentata del 2%. Un'ulteriore riduzione della propensione al risparmio potrebbe segnalare un aumento dei consumi privati fornendo propellente alla crescita anche nel 2007. di G. AJASSA (ufficio studi BNL).

NON SEMBRA CHE CIR VALGA UNA SCOMMESSA?

Abbiamo scritto circa quattromila parole, qualche giorno di lavoro per consiglia-re alla clientela di comprare la CIR. In verità, volendo essere più pratici, ci pote-vamo risparmiare almeno la prima parte perche’ quelle notizie si possono con-sultare anche in altri siti o pubblicazioni. Ma il ricordo di un fatto analogo ci ha spinto a seguire quella che è la nostra tradizione che consiste non solo nel va-lutare i fatti, i numeri e la realtà immanente, ma anche i progetti, le idee, il futuro e quello che potrà generare, come ricadute economiche e finanziarie, solo se però quanto ideato e pensato si realizzi.
Il fatto che ricordiamo riguarda RISANAMENTO, una società mezza sconquas-sata sulla quale c’era poco da scrivere ed inventare. Zunino la comprò e com-prò pure un terreno importante alle periferia sud est di Milano e ne affidò la progettazione al più grande architetto Norman Foster. Su questa notizia abba-mo costruito forse una delle nostre più brillanti operazioni, che si è protratta per quasi due anni: Risanamento lo facemmo comprare a 1,30€, dopo tre mesi lo abbiamo fatto vendere a 1,90; ricomprarlo a 2,20 e rivenduto a 2,90 ed infine comprato a 3,80€ e venduto a 4,90€. Ci siamo fermati mentre il titolo oggi vale oltre 6,5 €.
La CIR per le sue iniziative innovative, che rispondono ad una società come la nostra, invecchiata, ma nel benessere, con problemi finanziari che l’organizzazione finanziaria tradizionale, stenta a capire e risolvere. Ci sembra da seguire per le prospettive interessanti che presenta, non solo per la borsa, ma anche per la sensibilità e la lungimiranza nel puntare verso problemi nuovi che meritano di essere studiati e risolti, oltre che nella loro componente umana, ma anche e soprattutto in quella economica finanziaria.

CONCLUSIONI OPERATIVE

Il titolo CIR da oltre un anno si limita ad oscillare tra i 2,20 ed i 2,66 €; quest’anno l’utile crescerà di circa il 50%; ha una posizione finanziaria solida ed è in grado finanziarie la crescita dei nuovi asset; in una proiezione elementare, senza applicare parametri ed astruse formule, se per i prossimi 24 mesi la crescita continua a questi ritmi il titolo il borsa potrà raggiungere un va-lore vicino al doppio dell’attuale che corrisponde ad un prezzo del titolo di 5 € entro 24 mesi.
Le tappe di questa crescita potremmo, con una buona dose di approssimazio-ne, così riassumerli 3,40 € a marzo 2007, 4,20€ la primavera 2008 e toccare e forse superare i 5 € alla fine del 2008. I numeri ci sono , i programmi sono all’altezza, gli uomini che la guidano ne hanno la capacita’, salvo sempre il fato imprevedibile e fuori dalle righe della logica.


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