Focus
sull' attività.
Actelios è una società nata dalla scissione
parziale di Cmi, attiva nel business della produzione di energia
da fonti rinnovabili. L'operazione segna il ritorno della famiglia
Falck sul listino di Piazza Affari. Actelios ha come asset
principali le partecipazioni detenute dalla Cmi in Ecosesto
S.p.a. e E.T.R. S.p.a., attive rispettivamente nel trattamento
dei rifiuti solidi e nella produzione di energia dal riciclo
della spazzatura. Altra partecipazione importante della nuova
matricola è costituita dalla F.E.A. S.r.l., una joint
venture con HERA per la gestione di un impianto di termovalorizzazione.
Actelios è presente nella produzione di energia da
fonti rinnovabili da rifiuti e biomasse (termovalorizzazione
o waste to energy), nella gestione e manutenzione di impianti
sia per il gruppo sia per conto di terzi e, infine, nel trattamento
e smaltimento rifiuti. Azionista di maggioranza è la
famiglia Falck, che detiene oltre il 70% del capitale sociale.
La crescita.
Obiettivo principale
dell'azienda è quello di diventare
uno dei primi gruppi industriali ambientali italiano e uno
dei più importanti interlocutori della pubblica amministrazione
per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti urbani e
industriali, attraverso la raccolta, la separazione, il compostaggio,
lo smaltimento in discarica e la termovalorizzazione.
Actelios prevede una costante
e crescente focalizzazione sul business della produzione
di energia elettrica da fonti rinnovabili, che attualmente
rappresenta il 71% del giro d'affari consolidato. A tal fine è pronta a portare energia pulita in Sicilia.
Questo è quanto annunciato da Salvatore Giammusso, amministratore
delegato di Actelios. Grazie a un bando emesso dalla regione
Sicilia, infatti, le aziende che investiranno in impianti per
la produzione di energie rinnovabili potranno beneficiare di
agevolazioni fiscali. Un'iniziativa che recepisce la normativa
italiana in base alla quale i produttori di energia hanno l'obbligo
di fornire il 2% della produzione utilizzando fonti alternative.
Stime e prospettive.
I fondamentali
attuali di Actelios possono a nostro avviso essere fuorvianti
per il mercato, perché la società va
valutata a regime, ovvero con i nuovi impianti in funzionamento.
Nel 2005 entrerà in funzione il nuovo impianto di Granarolo
(che sostituirà quello attualmente in funzione) che
produrrà 22 MW rispetto ai 6 attuali.
Le previsioni della società dai
56 MW del 2004, prevedono 72 MW nel 2005 e nel 2006. Nel
2007 e 2008, grazie ai nuovi impianti in Sicilia, dovremmo
avere rispettivamente 170 e 226 MW.
Concludendo, riteniamo che
l’attuale situazione energetica
costringerà a focalizzarsi sempre di più sulle
fonti di energia alternativa e, su società come Actelios
e Enertad. Un punto di forza importante delle società italiane
che operano in tale settore è la visibilità delle
revenues e dei margini futuri, grazie ai contratti con il regime
CIP/6. Solo a scadenza di tali contratti ci sarà il
rischio prezzo sull’energia prodotta.
I rischi da considerare sono
essenzialmente le fonti di finanziamento e i potenziali ritardi
degli impianti in costruzione. Sebbene i titoli di queste
società siano illiquidi (soprattutto
Actelios) e a basso flottante, meritano a nostro avviso un
attento monitoraggio.
Al momento Actelios sta costruendo
altri impianti (Palermo, Agrigento, Augusta e il nuovo impianto
di Granarolo) che dovrebbero aggiungere altri 176 MW di energia
prodotta. L’obiettivo
del management è nel 2008 di disporre di 226 MW in totale.
Il primo semestre 2004.
Il peggioramento
della posizione finanziaria netta (PFN) dipende essenzialmente
dal capex per i nuovi impianti, finanziato in parte tramite
il ricorso al project financing (incluso nella pfn). Gli investimenti
in programma sono notevoli, perché i
3 impianti in costruzione in Sicilia, che dovrebbero essere
in funzione tra il 2007 e il 2008, hanno un capex programmato
complessivo intorno al miliardo di euro. Parte della cifra è già compresa
nella attuale PFN e parte sarà autofinanziata attraverso
i cash flows generati. Inoltre bisogna ricordare che il capex
non è tutto di competenza di Actelios, data la presenza
di azionisti terzi, specialmente per l’impianto di Palermo.
Il debito netto della società è però destinato
sensibilmente ad aumentare nei prossimi anni.
A regime i nuovi impianti
che usufruiranno del Cip6 (con modalità contrattuali
di 8+12 anni), dovrebbero garantire in totale circa 350 milioni
di revenues con un’ebitda margin previsto intorno al
50%.
Il debito di Actelios oggi è per oltre la metà sul
breve termine, ma il peso del project financing (circa il 29%) è destinato
ad aumentare.
Il terzo trimestre 2004.
Il margine
operativo lordo registra una flessione rispetto al corrispondente
periodo del 2003; la posizione finanziaria netta presenta un
saldo negativo di oltre 176 mln di € Il
conto economico presenta un saldo positivo ante imposte di
1,969 migliaia di €. il valore della produzione nei primi
nove mesi 04 pari a 49.602 migliaia di € sono superiori
di 10.772 migliaia di € sullo stesso periodo 03.
Il giudizio sul titolo.
Il settore è in crescita, mentre Actelios non riesce
a decollare anche per i ritardi nei lavori e nell’entrata
in produzione dei nuovi impianti. Il giudizio sul titolo è da
sospendere in attesa di notizie e fatti più concreti.
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