L'attivita'.
Banca Intesa e' nata dalla fusione fra i due gruppi bancari
Banca Intesa e Banca Commerciale Italiana (Comit) e rappresenta
il maggior gruppo creditizio italiano attivo nel settore
retail. Dispone infatti di 4263 sportelli, di cui 3336 in
Italia e 927 all'estero.
Gli ultimi sviluppi.
Il gruppo Intesa e' uno degli istituti bancari a piu' soffrire
nel corso degli ultimi due esercizi, dal momento che e' stato
toccato da vicino dalla crisi del sudamerica, dai fallimenti
che hanno caratterizzato aziende big mondiali (le varie Enron,
Worldcom, Swiss Air), eredita' della vecchia gestione Comit,
oltre che dal difficile andamento macroeconomico e dei mercati.
Per far fronte alla difficile situazione e' arrivato alla guida
della societa' Corrado Passera, che insieme al management dell'
istituto ha varato un piano di riorganizzazione per aree e
deciso la vendita di alcuni gioielli di famiglia, oltre che
un deciso programma di riduzione dei costi. Tra le piu' importanti
operazioni condotte nel corso dell' ultimo esercizio segnaliamo
l'addio dal Sudamerica (manca soltanto la cessione della controllata
brasiliana che dovrebbe avvenire a breve), la cessione del
Banco di Chiavari, di parte del patrimonio immobiliare. Una
grossa fonte di perdite, che ha necessitato forti accantonamenti
in bilancio, e' stata poi costituita fin verso la fine dello
scorso anno dal famigerato warrant put legato alla fusione
con la Comit, che nei primi nove mesi dell'anno ha obbligato
la societa' ad accantonamenti per oltre 650 milioni di euro
che si sommano a quelli gia' sostenuti precedentemente. Il
piano industriale prevede inoltre il reperimento di ulteriori
risorse attraverso un importante piano di cartolarizzazione
dei crediti.
Il controllo.
Azionisti di maggioranza di Banca Intesa sono: Crdit Agricole
(15%), Fondazione Cariplo (9,9%), Assicurazioni Generali (6%)
Fondazione Cassa di Risparmio di Parma (4,9%), Banca Lombarda
e Piemontese (2,6%) e Commerzbank (2,5%).
Gli ultimi risultati.
I risultati conseguiti dal gruppo nei primi nove mesi del 2002
hanno risentito molto degli accantonamenti legati al menzionato
warrant put e ad altre svalutazioni: l'utile netto e' risultato
negativo per 312 milioni di euro. Oltre al negativo impatto
della gestione straordinaria, i conti del gruppo non hanno
brillato anche sul fronte dell' attivita' tradizionale: il
margine d'interesse e' sceso di circa il 5%; il margine d'intermediazione
del 7,5%. I conti del gruppo attesi per il quarto trimestre
2002 risentiranno ancora di tutti gli oneri della ristrutturazione,
che dovrebbero pulire definitivamente il bilancio. Grazie alle
dismissioni recentemente concluse, Intesa dovrebbe comunque
riuscire a chiudere l'esercizio con un utile netto tale da
permettere la distribuzione dei dividendi.
Il titolo in borsa.
Nell'ultimo anno Banca Intesa e' stato uno dei titoli su cui
gli investitori hanno spesso giocato al ribasso, sfruttando
tutte negativi fattori precedentemente citati che hanno penalizzato
l' istituto. Al di la' degli scandali e dell' esposizione alla
crisi Sudamerica, la vera spada di Damocle sull' istituto e'
stata il warrant put, che ha contribuito ad autoalimentare
la discesa del titolo.
Il nostro giudizio.
Il nostro giudizio sul titolo e' neutrale sui titoli ordinari
e moderatamente positivo su quelli risparmio, in virtu' del
discreto rendimento che garantiscono. La capitalizzazione del
gruppo non e' certo elevata, ma ci sembra che sia ancora presto
per scommettere sul buon esito del processo di ristrutturazione,
che non sara' facilitato dallo scenario congiunturale difficile
che accentuera' le pressioni concorrenziali.
Quello degli altri.
Il consensus degli analisti e' mediamente improntato alla cautela
sul titolo. Prevalgono le raccomandazioni neutrali (Eptasim,
Banca Leonardo, Ing, Centrosim), ma non mancano anche coloro
che consigliano il titolo. Recentemente Rasfin e Deutsche Bank
hanno formulato un giudizio di Buy sul gruppo.
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