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BANCA POPOLARE DI BERGAMO

L'attivita'.
La Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino e' un gruppo creditizio polifunzionale presente in 11 regioni italiane (soprattutto in Lombardia, nelle Marche e in Campania). Nel settore del risparmio gestito il gruppo possiede il 20% di Arca, la quarta societa' di gestione di fondi comuni in Italia, e ha effettuato una joint venture con Prudential Financial; in quello dell'investment banking e' attivo con Centrobanca.

Gli ultimi sviluppi.
Lo scorso dicembre e' stata annunciato un accordo quadro per procedere alla fusione dell'istituto con la Banca Popolare Commercio e Industria e della sua controllata Banca Popolare di Luino e di Varese. La nuova superpopolare sara' il settimo operatore bancario italiano, e disporra' di 1.197 sportelli, il 66% dei quali concentrati nel Centro-Nord del Paese, di 48 miliardi di euro di raccolta diretta e di 45 miliardi di euro di raccolta indiretta. Le linee del piano industriale del nuovo gruppo prevedono che nel 2006 le sinergie lorde da integrazione ammonteranno a 180 milioni. Tali sinergie derivano per 67 milioni da maggiori ricavi e per 113 milioni da risparmi di costo (accentramento dei back office, unificazione dei sistemi informativi, dei servizi generali, della logistica e della funzione acquisti) e dal miglioramento dell'efficienza della struttura delle banche rete e delle fabbriche prodotto. I costi di integrazione sono stati stimati in circa 160 milioni e saranno sostenuti nel periodo 2003-2006.

Il controllo.
In quanto banca popolare, nessuno dei soci pu detenere piu' dello 0,5% del capitale.

Gli ultimi risultati.
In attesa della fusione, l'istituto bergamasco dovrebbe chiudere l'esercizio con un utile netto non troppo lontano da quello del precedente esercizio (-5% circa), a causa di una crescita dei costi (rapporto Cost/income previsto in aumento dal 60% al 63%) e di un una maggiore imposizione fiscale. Il livello di Roe del gruppo dovrebbe cosi' essere pari al 9%. Il piano industriale di fusione con Comindustria prevede che l'integrazione dei due gruppi consentira' un deciso miglioramento della redditivita' con obiettivi al 2006 di un Roe rettificato dall'avviamento di oltre il 16% ed una riduzione del cost/income al di sotto del 50%.

Il titolo in borsa.
Il titolo risulta attualmente ingabbiato dai rapporti di concambio di fusione con Comindustria e potra' muoversi solo a seguito dei rialzi di quest'ultima societa'. Si pu dire comunque che, a differenza di quanto successo un anno fa nel caso della fusione tra la Popolare di Verona e quella di Novara, il titolo della Bergamo e della Comindustria non abbia scatenato gli entusiasmi degli investitori. Una delle ragioni alla base della tiepida accoglienza e' probabilmente da ricercarsi nelle incertezze sulle possibilita' di ottenere le sinergie di costo previste dal piano industriale.

Il nostro giudizio.
Il titolo della nuova superpopolare avra' concrete possibilita' di essere inserito nell'indice Mib 30 ed e' ragionevole attendersi che sara' quindi sostenuto dagli acquisti dei gestori azionari che puntano a replicare l'indice. Tale occasione potrebbe essere utilizzata per ridurre in parte le posizioni sul gruppo. Nonostante le quotazioni interessanti sui fondamentali, non bisogna dimenticare le incertezze sull'ottenimento delle sinergie previste dalla fusione ed anche il forte peso dell'avviamento che gravera' sulla societa' (soprattutto quello portato in dote dalla Comindustria per lacquisizione di Banca Carime).

Quello degli altri.
In attesa della fusione con Comindustria, buona parte degli analisti delle principali case d'affari hanno formulato un giudizio neutrale sul titolo (Goldman Sachs, Rasfin, Eptasim). Ce' anche chi crede sulle possibilita' di crescita del nuovo istituto, come Deutsche Bank che ha formulato da poco un consiglio di acquisto.




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