L'attivita'.
L'Unicem rappresenta una delle principali realta' italiane
attive nella produzione di cemento e calcestruzzo. Nel corso
degli ultimi esercizi il gruppo ha varato una progressiva
crescita a livello internazionale ed attualmente realizza
oltre il 46% del fatturato all' estero.
Gli ultimi sviluppi.
Nel corso del 2001 la societa' piemontese ha rilevato il 34%
della societa' Dyckerhoff, leader di mercato in Germania con
una quota di mercato pari al 22%. La societa' tedesca e' presente
in numerose altre regioni in Europa centrale e orientale, nonch
negli Stati Uniti. Sebbene pagata a caro prezzo, l'acquisizione
del 34% della Dyckerhoff presenta una forte valenza industriale.
La societa' tedesca opera nei mercati dell'est europeo, aree
che presentano tassi di crescita pari a quelli dei paesi emergenti,
e consente al gruppo piemontese di fare un deciso passo dimensionale.
Relativamente a questa acquisizione, il gruppo ha deciso di
emettere un prestito obbligazionario convertibile in azioni
ordinarie di massimi 101 milioni, con offerta in opzione agli
azionisti ordinari e di risparmio Buzzi Unicem in ragione di
una obbligazione ogni 14 azioni ordinarie o di risparmio possedute,
durata cinque anni, tasso annuo 4%, rapporto di conversione
di una azione contro una obbligazione ovvero con uno strike
di 10 euro per azione ordinaria.L'operazione e' stata deliberata
nell' ambito di un accordo tra Buzzi Unicem e la Famiglia Dyckerhoff,
in base al quale quest'ultima si e' impegnata, nel caso di
eventuale inoptato, ad assicurare l'integrale sottoscrizione
del prestito. La stessa Famiglia Dyckerhoff ha sottoscritto
inoltre un prestito subordinato di 200 milioni di euro, durata
10 anni. Complessivamente, la Famiglia Dyckerhoff reinvestira'
in Buzzi Unicem/Dyckerhoff circa 300 milioni di euro.
I competitors.
I piu' importanti concorrenti del gruppo sono rappresentati
da Italcementi, Titan, Lafarge, Heracles e Hanson.
Il controllo.
Azionista di maggioranza della societa' e' la Finedi della
famiglia Buzzi con una quota del 59%. Nel capitale della Buzzi
e' anche presente la Banca dItalia con una quota del 2%.
Gli ultimi risultati.
Il gruppo ha terminato i primi nove mesi del 2002 con ricavi
pari a 1120 milioni di euro, in aumento del 4,9% rispetto ai
1068 milioni conseguiti nel precedente anno. Il margine operativo
lordo e' ammontato a 353 milioni di euro, portando la sua incidenza
sui ricavi al 31,5% dal 30,8% del 2001. Il gruppo ha mantenuto
in tal modo i piu' elevati livelli reddituali del settore di
riferimento. La parte bassa del conto economico ha risentito
del non felice andamento di Dyckerhoff, che viene consolidata
a patrimonio netto, in parte per un andamento debole della
domanda, in parte per poste di carattere straordinario (una
sanzione decisa dall' Antitrust piu' oneri di ristrutturazione).
L'utile netto di periodo e' passato da 120 a 103 milioni di
euro.
Il titolo in borsa.
Il titolo ha subito una fortissima discesa dopo l'annuncio
dell' acquisizione della Dyckerhoff avvenuta due anni fa. Dopo
di allora le quotazioni di Buzzi sono scese meno dell'indice,
ma ci non deve stupire visto che erano gia' molto sacrificate
rispetto ai fondamentali del gruppo.
Il nostro giudizio.
Il nostro giudizio sul titolo e' molto positivo, in virtu'
dei sacrificati livelli cui e' arrivato a quotare che sottovalutano
i suoi fondamentali (P/E 02 di 7) e la sua buona capacita'
di generare cassa che permettera' di assorbire in tempi abbastanza
rapidi l'acquisizione della Dyckerhoff.
Quello degli altri.
Buzzi Unicem non risulta molto coperta dagli uffici studi che
formulano mediamente un giudizio positivo sul gruppo (Rasfin,
Ubs, Dresdner). Nonostante le quotazioni molto basse, non mancano
coloro che mantengono ancora un giudizio neutrale sul titolo
(Santander, Eptasim e Banca Akros).
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