L'attivita'.
La Campari Milano spa e' tra i leader mondiali nella produzione
di bevande alcoliche e vanta 140 anni di esperienza nel settore.
Il gruppo possiede sia marchi di grande notorieta' internazionale,
come Campari, Cinzano, Skyy Spirits e Cynar, sia marchi leader
a livello locale come CampariSoda, Crodino, Lemonsoda, Oransoda
e Biancosarti (in Italia), Ouzo 12 (in Grecia e in Germania)
e Dreher, Old Eight (in Brasile). La posizione di leader
fa si' che altri primari operatori del settore affidino al
gruppo Campari licenze di produzione e distribuzione di marchi
di grande rilievo (Jgermeister, Lipton Ice Tea, ).
Gli ultimi sviluppi.
Il gruppo opera in un settore maturo e punta a crescere ancora
attraverso nuove acquisizioni, il lancio di nuovi prodotti
e la focalizzazione sui segmenti dalle piu' alte potenzialita'.
Le risorse per crescere non mancano, anche perch il comparto
delle bevande alcoliche e' caratterizzato da una buona generazione
di cassa e al contempo da bassi costi di struttura. Le aziende
del settore possano investire un rilevante ammontare di mezzi
in pubblicita' (20% nel caso di Campari) per sostenere le vendite
dei prodotti e mantenere lo stesso dei buoni livelli di redditivita'.
Dopo le acquisizioni condotte a seguito dell' Ipo (Skyy Spirits,
Zedda Piras e Sella&Mosca), il mercato ora attende le prossime
mosse del management, che finora si e' mostrato bravo far crescere
la societa' senza sacrificare troppo i margini.
I competitors.
I concorrenti del gruppo sono rappresentati dai principali
operatori mondiali del settore, quali Diageo, Pernord Ricard
, Allied Domecq e Remy Cointreau.
Il controllo.
Campari e' controllata dalla famiglia Garavaglia, che detiene
il 51% del capitale. Da segnalare che nella compagine azionaria
della societa' e' presente anche il fondo Morgan Stanley Management
Limited, che possiede una quota di oltre il 9%.
Gli ultimi risultati.
Il gruppo ha terminato i primi nove mesi del 2002 con ricavi
pari a 457 milioni di euro, rispetto a 347 milioni del 2001,
principalmente grazie alle acquisizioni e in misura minore
attraverso la crescita per linee interne. L'andamento dei margini
reddituali e' stato positivo, come si pu vedere dal reddito
operativo che ha portato la sua incidenza sui ricavi dal 15,5%
al 17,4%. Il miglioramento e' imputabile anche in questo caso
alle societa' acquisite, tutte dalla buona redditivita'.
Il titolo in borsa.
Il titolo si e' comportato meglio dell'indice nell'ultimo anno,
con una performance leggermente migliore anche di quella del
settore di riferimento, visto dagli investitori come un porto
sicuro dove investire in fasi di mercato tumultuose.
Il nostro giudizio.
Campari rappresenta un buon investimento da cassettista: si
pu puntare su una realta' che ha una buona visibilita' sugli
utili e che risulta ben gestita dal management. Indubbiamente,
in fasi di mercato rialziste il titolo verra' probabilmente
dimenticato dagli investitori, a meno che non venga conclusa
un' acquisizione importante che possa permettere al gruppo
un ulteriore salto dimensionale.
Quello degli altri.
La maggior parte degli ultimi studi usciti sulla societa' da
parte delle broker house presentava un giudizio neutrale (Banca
Leonardo, Euromobiliare, Ubs Warbung e Banca Akros). Non mancano
comunque analisti positivi sul titolo, tra cui quelli di Centrosim,
Banca Imi e Hsbc.
|