L'attivita'.
Il gruppo Capitalia e' composto principalmente dalle realta'
di Banca di Roma, Banco di Sicilia, Bipop Carire, Medio Credito
Centrale (Mcc) e Fineco Group. Il gruppo e' divenuto operativo
dal 1 luglio 2002 e dispone di una rete di sportelli composta
di circa 2.100 filiali (quota di mercato del 7,1%) e 300
negozi finanziari, che servono oltre 5 milioni di clienti,
con depositi pari al 7,9% del mercato nazionale. Capitalia
e' presente anche all' estero, dove pu contare su una consolidata
presenza di filiali e uffici di rappresentanza. Il patrimonio
di risorse umane presenti nel gruppo e' di oltre 32.000 professionisti,
con 2.900 promotori finanziari.
Gli ultimi sviluppi.
Nel corso della presentazione alla comunita' finanziaria del
piano industriale 2002-2005 i vertici di Capitalia hanno cercato
di far comprendere che e' in atto una radicale trasformazione
dell' istituto, in grado di portarlo verso dei livelli di redditivita'
piu' elevati ed il linea con il settore bancario. Non e' la
prima volta, per, che il gruppo si e' presentato annunciando
radicali cambiamenti gestionali e prospettive di rapido miglioramento
reddituale, che poi sono sempre stati disattesi. I motivi per
credere che questa potrebbe essere la volta buona derivano
piu' che altro dal vasto rinnovamento del management e la conseguente
completa riorganizzazione della struttura. In attesa di toccare
con mano i miglioramenti della gestione caratteristica, e'
proceduta l'opera di razionalizzazione della rete di sportelli
e la dismissione di partecipazioni e di attivita' ritenute
non piu' strategiche. Il management di Capitalia e' riuscito
ad effettuare entro la fine dell' esercizio 2002 la dismissione
di 145 sportelli, del 20,10% del Mcc, e concludere la vendita
delle partecipazioni in Borsa Italiana, Finnat, UniEuro, Cedel
e Monte Titoli. Nelle casse del gruppo sono arrivati cosi'
1,4 miliardi di euro ed un beneficio netto a conto economico
di circa 650 milioni.
Il controllo.
L' istituto e' controllato dall'Ente Cassa di Risparmio di
Roma (18,6%), dalla Toro Assicurazioni (10%), da Abn Amro (10%),
riuniti in un patto di sindacato (di amministrazione e di blocco)
da poco scaduto e sul cui rinnovo ci sono diversi ostacoli,
che sono legati principalmente al riassetto del gruppo Fiat.
Gli ultimi risultati.
I conti del gruppo relativi ai primi nove mesi del 2002 hanno
mostrato un margine di interesse in aumento dell8,8% a 2.085
milioni. E calato invece del 2% il margine di intermediazione
a 3.539 milioni: in questo ambito, le commissioni nette, i
profitti/perdite da operazioni finanziarie e gli altri proventi
netti (pari a 1.187 milioni) hanno mostrato una flessione del
26,7% dovuta principalmente all' andamento particolarmente
negativo dei mercati e al processo di ristrutturazione dei
portafogli titoli. Il risultato lordo della gestione ordinaria
e' ammontato a773 milioni, con una flessione del 19,6%; quello
netto consolidato per i primi nove mesi di 2002 e' stato invece
negativo per 249 milioni, che non benefica ancora delle citate
plusvalenze avvenute in sede di chiusura dell' esercizio.
Il titolo in borsa.
Dopo essere sceso fino a quota 0,8 euro per azione, il titolo
ha messo a segno dei fortissimi rialzi, legati al rastrellamento
di azioni da parte di azionisti estranei al nucleo di riferimento.
Capitalia continua ancora a godere di un certo appeal speculativo
(superiore decisamente alle attese sui risultati reddituali)
che potra' venire meno solo con il rinnovo del patto di sindacato,
che comportera' presumibilmente lingresso di nuovi soci, senza
per comportare alcun obbligo di Opa sulla societa'.
Il nostro giudizio.
Risulta difficile fare una valutazione sul gruppo sulla base
dell' analisi fondamentale, data la mancanza di visibilita'
sugli obiettivi del nuovo piano industriale (che sembrano nuovamente
un po troppo ambiziosi) e sulla qualita' dell' attivo di bilancio.
A coloro che detenessero gia' posizioni sul titolo consigliamo
di mantenerle, senza comunque incrementarle ulteriormente:
ci sono altre realta' del comparto bancario molto piu' solide
e con prezzi piu' invitanti.
Quello degli altri.
Attualmente il consiglio prevalente da parte degli analisti
e' quello di ridurre le posizioni sul gruppo (Ubs, Centrosim,
Sg) o di vendere il titolo (Deutsche Bank, Ubs Warbung, West
Lb Panmure e Merril Lynch).
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