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CIR COMP

Focus sulla Holding.
La holding di partecipazioni dell’ing. De Benedetti è attiva nei settori media, meccanica e componenti auto, energia e telecomunicazioni. Il principale investimento è rappresentato dal 49,7% detenuto nel gruppo Espresso, che oltre ad essere il primo editore italiano per diffusione di quotidiani, controlla Radio Deejay, il primo emittente radiofonico privato nazionale, e Kataweb, il terzo portale italiano per traffico raccolto. Nella meccanica Cir opera con Sogefi, che produce componentistica per autoveicoli, e con Sasib, che costruisce macchine per l'industria del tabacco. Nel settore energetico opera attraverso Energia, la joint venture per la fornitura energetica di aziende e consorzi creata da Cir (71,5%), l'operatore elettrico austriaco Verbund (26%) ed il management (2,5%).

A livello di struttura proprietaria il gruppo Cir è controllato per il 53,08% da Cofide (compagnia Finanziaria De Benedetti), che a sua volta è direttamente posseduta per il 40% dall'imprenditore Carlo De Benedetti.

RISULTATI E PROSPETTIVE.
Nei primi nove mesi dell’anno CIR ha conseguito un utile netto consolidato di 105,9 milioni di euro, rispetto a 30,9 milioni nel corrispondente periodo del 2003. Tale risultato è stato influenzato da un provento straordinario di 64 milioni di euro derivante dalla sottoscrizione in maggio da parte di Verbund, partner di CIR in Energia Holding fin dalla sua fondazione, di un aumento di capitale di 150 milioni di euro nella controllata Energia SpA.

Peraltro, il risultato consolidato dei primi nove mesi del 2003 includeva una plusvalenza straordinaria netta di circa 13 milioni di euro, a seguito della cessione di due immobili di proprietà di CIR SpA.

Il fatturato consolidato di CIR nei primi nove mesi del 2004 è stato di 2.205,2 milioni di euro, rispetto a 2.030,6 milioni nello stesso periodo del 2003 (+8,6%). A parità di perimetro e di cambi, il fatturato consolidato al 30 settembre 2004 è stato di 2.195,6 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto al corrispondente periodo del 2003.

In definitiva l’esercizio 2004 si è chiuso in forte crescita rispetto all’anno precedente, mentre per l’anno appena iniziato si attendono novità sulla destinazione della liquidità che la società ha incassato con la definizione del lodo arbitrale con cui il Tribunale di Parigi ha condannato Hutchinson 3G Italia (holding di controllo della società operativa H3G SpA) a rimborsare a Cirtel International l'intera somma di 373,3 milioni di Euro, aumentata degli interessi al tasso nominale del 4,7% annuo dal 1 dicembre 2001 alla data del pagamento (corrispondenti a circa 50 milioni di Euro). Tale somma superiore ai 500 mln di euro, unita ad altre disponibilità, consente alla Compagnia di valutare investimenti anche superiori al miliardo di euro che, secondo indiscrezioni, dovrebbero essere orientati verso il settore energia elettrica. Tra le varie ipotesi quella di affiancarsi ad EDF in Italenergia bis, visto che la società francese non potrà sottrarsi all’obbligo della put, se non attraverso la ricerca di un partner italiano.

Infine si prospetta la fusione di Cir con l’altra società del gruppo e cioè la CDC TECH WEB, mentre quella con COFIDE non è praticabile per il rischio di scalata.

IL GIUDIZIO SUL TITOLO.
Il valore di borsa è di 1674 mln di euro, il P/E atteso sull’utile 2004 è inferiore a 13, mentre si è rafforzata la posizione finanziaria netta. Agli attuali prezzi di 2,15 euro circa, il titolo nel corso del 2004 ha fatto molta strada, e l’ipotesi di un’ulteriore crescita potrebbe apparire azzardata, ma noi confidiamo nella capacità dell’Ingegnere, abilissimo a cavalcare la fase “toro” della borsa e lungimirante nello scegliere gli asset su cui puntare. Ricordiamo che è uscito tempestivamente dalla telefonia cellulare, mentre, in tempi non sospetti, costituita ENERGIA spa ed alleandosi con gli austriaci della VERBUND, in pochi anni ha saputo sfruttare il trend positivo del settore energetico. Con il pacco di milioni di cui dispone infine saprà sfruttare al massimo le occasioni che il mercato gli offre come ad esempio le difficoltà di EDF nel definire il dossier EDISON.

Con queste premesse collochiamo target del titolo nel breve-medio periodo a 2,50 euro, mentre dalla positiva evoluzione della situazione nel settore energetico ed in quello editoriale, ci induce a stimare un target di 3 € , nell’arco dell’anno in corso.




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