SITUAZIONE
IN EVOLUZIONE.
Nell’officina del diavolo di piazzetta Cuccia la pentola
costruita era di grande valore: la fusione tra Edison e Sondel,
l’accorpamento delle centrali della Burgo e di Snia-Caffaro,
la possibile conquista di quelle di Italmobiliare. La guida
di questo neonato Polo Elettrico del Nord, doveva poi essere
affidata ad una dinastia di industriali del calibro dei Falck,
legati però mani e piedi ai destini ed al ruolo di maggiordomi
di Mediobanca. Ma come il più classico esempio di pentole
e coperchi, l’affare scatenava gli appetiti degli Agnelli
e dei francesi che, con un colpo di mano, si impossessavano
dell’affare, spiazzando Maranghi e C. che, in extremis,
con il fidato maggiordomo Ligresti, riuscivano a sfilare dal
piatto Fondiaria, impedendo così le nozze con la Toro.
Ma questo spariglio ai piani
di Mediobanca non ha dato i frutti sperati e la situazione
attuale si può così riassumere:
alla fine dell’operazione il 100% di Italenergia, che
controlla il 77% di Edison, finirà in mano ai francesi
per il gioco delle opzioni put in mano agli Agnelli, a Tassara
ed alle banche creditrici.
Altri impegni poi EDF dovrà sostenere per non vedere
diluita la sua quota di controllo, come il rimborso di 500
mli versati dagli altri soci nell’ultimo aumento di capitale
ed altri 600 per l’esercizio dei warrant. Altri debiti
poi gravano su Edipower ( la Genco rilevata dall’ Enel),
mentre servono altri investimenti per rinnovare le centrali
di quest’ultima società.
Chiudiamo questo capitolo,
mentre la storia deve ancora trovare la sua conclusione visto
che EDF, malgrado l’enorme impegno
finanziario fini qui sostenuto e quello da sostenere, vede
il suo diritto di voto congelato al 2% da un decreto governativo!
Questo scrivevamo nel 2002
nel nostro volume “ La borsa
in una lezione” e da allora ad oggi poco o nulla e cambiato,
salvo due cose: I°) il maggior peso di Roman Zaleski che,
essendo il socio privato di maggioranza relativa, ha assunto
la carica di presidente della società; II°) Tra
tante chiacchiere i conti di Edison sono in netto miglioramento
ed al 30.9.04 è tornato l’utile.
I PRIMI NOVE MESI
2004.
Nei primi 9 mesi del 2004 la crescita dei volumi di vendita,
sia di energia elettrica (+13,6%) che di gas (+11,9%), determina
l'incremento dei ricavi netti pari a 3.999 milioni in crescita
del 7,2%, del Mol pari a 889 milioni in crescita dell' 11%
e dell'utile operativo netto a 423 milioni, il 34,3% in più rispetto
allo stesso periodo dell'anno precedente.
Alla positiva gestione si
aggiunge il contenimento degli oneri finanziari netti rispetto
al corrispondente periodo 2003, grazie alla riduzione dell'indebitamento
e del relativo costo a fronte di un migliore standing riconosciuto
al gruppo dai mercati finanziari, nonostante i maggiori oneri
derivanti dal nuovo criterio di contabilizzazione già citato.
Complessivamente il Core Business
chiude i primi 9 mesi con un risultato prima delle imposte
e dei componenti straordinari di 268 milioni di euro, dai
51 milioni registrati nei primi 9 mesi del 2003. L'utile
netto è di 70 milioni rispetto
ai 250 milioni dello stesso periodo del 2003 che però includevano
poste straordinarie non ripetibili (cessione di riserve di
gas in Egitto con una plusvalenza netta di 320 milioni, operazione
conclusa nel giugno 2003).
Nel settore elettrico, i ricavi
netti progressivi si attestano a 3.311 milioni, in aumento
del 16,7% rispetto al corrispondente periodo del 2003: tale
andamento è determinato dalla
forte crescita dei volumi (+13,6%). Cresce anche il Mol che è pari
a 725 milioni con un incremento del 19,8% rispetto allo stesso
periodo 2003. Anche a livello dei 9 mesi la crescita dei margini è principalmente
riconducibile all'ottimizzazione dei mercati di destinazione:
a fronte della sostanziale stabilità delle vendite tradizionali
(relative a contratti CIP6 e a clienti captive), crescono sensibilmente
i volumi di vendita sul mercato libero (+35,8%).
Un dato rilevante da sottolineare
in merito al maggior volume di energia elettrica disponibile è la piena operatività a
partire dal 1° gennaio 2004 del contratto di tolling con
Edipower, che ha consentito a Edison di ridurre fortemente
gli acquisti dagli altri operatori nazionali (-70,7%), con
risparmi sui costi e garanzie sulla fornitura.
Nel settore del gas, nonostante
i volumi venduti crescano dell' 11,9%, i ricavi netti si
allineano sostanzialmente a quelli dello stesso periodo del
2003 registrando un lieve incremento del 3% a 1.558 milioni.
Tale risultato è legato all'andamento
del prezzo medio di vendita unitario, che diminuisce del 5%,
riflettendo il costo dei combustibili dei 3-12 mesi precedenti
il periodo in esame, sfavorevole rispetto agli stessi riferimenti
usati per la determinazione dei prezzi nello stesso periodo
2003. Il fenomeno è in fase di recupero, come indicato
dal commento ai risultati del terzo trimestre.
Il Mol dei primi 9 mesi, grazie
alla citata riduzione dell'effetto negativo dell'andamento
a forbice tra i costi di approvvigionamento e i prezzi di
vendita, ha attenuato il suo trend negativo e si è attestato a 228 milioni (-12,6%), riduzione che è destinata
a riassorbirsi nei prossimi mesi grazie agli stessi meccanismi.
La
posizione competitiva di Edison.
Nell’ultimo piano industriale per il periodo 2004/07
venivano indicati gli obiettivi sia per settore dell’elettricità che
per quello del gas. Per il settore elettricità la produzione
dovrebbe raggiungere i 14000 MgW , sia con l’entrata
a regime nel 2005 delle tre centrali in costruzione a ciclo
combinato di Altomonte (800 MgW) Torviscosa (800 MgW) e Candela
(400 MgW) , nonche il repowering delle centrali di Edipower
per 4000 MgW. Nel settore del gas naturale è prevista
una crescita dai 6 mdi di mc del 2002 ai 20 mdi di mc del 2007.
Nel core business di Edison,
l’energia elettrica pesa
per circa l’80% sui ricavi ed il 20% degli idrocarburi.
Nel piano 03/07 si prevede una crescita quantitativa del 40%
per l’energia elettrica, mentre per gli idrocarburi l’attività dovrebbe
triplicarsi, passando dai 6 mdi di mc ai 20 previsti per fine
2007. A fine periodo, a costi e prezzi costanti i ricavi dovrebbero
raddoppiare, mentre il tasso di crescita medio annuo dovrebbe
attestarsi intorno al 20%.
Alla ricerca di assetti societari.
Tra soci finanziari, diritti di voto congelati, flottante da
ricostruire gli assetti societari sono ancora un cantiere
aperto ed il definitivo assetto societario è ancora
ben lungi da essere raggiunto. Un vecchio progetto di Mediobanca,
sempre imperniato sul cosiddetto polo elettrico del nord,
quasi riuscito prima dell’opa FIAT-EDF, che vedrebbe
come protagoniste alcune ex municipalizzate, guidate da AEM
Milano, incontra non pochi ostacoli: EDF punta sulla politica
per sbloccare i diritti di voto congelati; gli spagnoli di
Endesa ed i tedeschi di RWE si sono dichiarati disponibili
a partecipare all’affare. In questo clima tenere una
posizione di investimento speculativo, in un ottica di medio
lungo periodo, è consigliabile per due motivi : l’azienda
e tornata in utile e quindi si può realisticamente
ipotizzare un ritorno del dividendo; II°) Qualsiasi acquisizione
di quote della società dovranno passare dal mercato
a prezzi superiori agli attuali corsi azionari. Conclusione:
occasione ricca ed interessante
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