L'attivita'.
Eni un gruppo energetico presente in tutti i diversi segmenti
relativi alla estrazione, lavorazione e distribuzione del
petrolio, dei suoi derivati e del gas naturale, della generazione
di energia elettrica, della petrolchimica e dell'ingegneria
e servizi. Il gruppo e' presente in 67 paesi con circa 70.000
dipendenti.
Gli ultimi sviluppi.
In questi anni, il gruppo, ha acquistato giacimenti, operato
attivamente in Iran e nella regione del Golfo Persico, e' diventato
il principale partner della Federazione Russa e della Gazprom
e ha affermato la propria presenza in vaste aree esplorative.
Un operatore dinamico che ha migliorato decisamente il suo
posizionamento competitivo. Gli accadimenti piu' importanti
che hanno recentemente caratterizzato la storia del gruppo
sono rappresentati dall'Opa su Italgas, finalizzata secondo
il management ad una maggiore integrazione verticale (maggiori
dettagli al riguardo sono presentati nella scheda di Italgas),
e dall'accordo raggiunto con Union Finora per rilevare il 50%
delle sue attivita' gas. Il valore attributo agli asset della
societa' spagnola e' stato di 930 milioni di euro, dato comunque
non particolarmente significativo, visto che la sua attivita'
e' partita da poco e le due societa' saranno impegnate nei
prossimi anni in un importante piano di investimenti in Egitto.
L'operazione risulta particolarmente significativa da un punto
di vista strategico considerato che Eni potra' entrare nel
mercato spagnolo del gas a fianco di un operatore di primo
piano e ben integrato.
I competitors.
I principali competitors del gruppo sono le famose "tre
sorelle" BP, Exxon Mobil e Shell e, in Europa, i gruppi
Repsol, Statoil, Norsk Hydro.
Il controllo.
Il maggiore azionista dell'Eni e' il Ministero dell'Economia
e delle Finanze, che detiene il 30% delle azioni totali.
Gli ultimi risultati.
Eni ha terminato i primi nove mesi del 2002 con ricavi per
34,7 miliardi di euro, in calo del 5,5% sullo stesso periodo
del 2001. Il reddito operativo e' sceso del 17% a 7,7 miliardi,
generato dall'attivita' di esplorazione per 3,7 miliardi (-17%),
dal Gas&Power per 2,4 miliardi (-1%), dall'attivita' di
raffinazione per 0,9 miliardi (-74%); ancora una volta il contributo
dell'area petrolchimica e' stato negativo per 220 milioni di
euro, rispetto a 190 milioni del 2001. Il risultato netto di
periodo e' ammontato a 3,2 miliardi di euro (-28%) e dovrebbe
salire a 4,7 miliardi, che dovrebbe permettere al gruppo di
distribuire nuovamente un dividendo per azione di 0,75 euro.
Il titolo in borsa.
Il titolo ha mostrato uno dei migliori andamenti del Mib30
negli ultimi anni, grazie al buon andamento dei conti, imputabile
al prezzo sostenuto del greggio e alla buona gestione del management.
Per molti periodi Eni ha fatto meglio del settore di riferimento,
anche perch i suoi multipli borsistici risultavano piu' interessanti
in termini relativi; difficilmente, per, il gruppo potra' arrivare
a quotare in linea con i big del settore visto che molti gestori
ritengono un punto penalizzante il controllo del gruppo in
mano allo Stato. Altro fattore ritenuto potenzialmente critico
e' il processo di liberalizzazione del settore gas in Italia,
che potrebbe ridurre i margini e compromettere la quota di
mercato.
Il nostro giudizio.
Il nostro giudizio sul titolo e' positivo, in quanto le quotazioni
odierne sottovalutano la sua capacita' reddituale, anche nell'ipotesi
di quella che sembra una inevitabile discesa del prezzo del
petrolio. Gli spazi di ribasso sono limitati dal forte rendimento
garantito dal dividendo. Non va inoltre dimenticato che il
prezzo del titolo potra' essere sostenuto in futuro dall'importante
piano di riacquisto di azioni proprie, pari al 7% del capitale
per oltre 2,5 miliardi di euro.
Quello degli altri.
I giudizi delle case d'affari sul titolo sono per la maggior
parte positivi. Il buy e' stato emesso da Ubs, Eptasim, Intermonte
e William De Broe; visione positiva sul titolo e' stata confermata
anche da Morgan Stanley e Caboto. Un visione piu' prudente
sul titolo, con consigli di mantenere le posizioni, e' mantenuta
da Sg, Dresdner e Julius Baer.
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