L'attivita'.
Ericsson Italia e' una societa' attiva nei sistemi per operatori
di reti di telecomunicazione. La recente cessione della controllata
Sony Ericsson Italia dovrebbe avere ridotto il peso della
vendita di telefoni cellulari e il core business e' pertanto
concentrato nella produzione di sistemi di telecomunicazione.
Gli ultimi sviluppi.
Il portafoglio ordini gonfiato dall'Umts. Il buco generato
dal passaggio dalla telefonia di seconda a quella di terza
generazione non dovrebbe penalizzare eccessivamente i conti
del gruppo, anche se comportera' nel 2002 un rallentamento
del fatturato, che derivera' per circa il 20% dall'Umts. I
margini reddituali dovrebbero risultare in discesa, senza pregiudicare
troppo i flussi di cassa. In una recente intervista 2003 i
vertici della societa' hanno dichiarato di prevedere che nel
2003 l'incidenza dell'Umts salira' al 40% compensando un calo
nelle precedenti tecnologie. L'evoluzione dell'area in questione
e' stata caratterizzata non solo dalla convergenza dei settori
telecomunicazioni, informatica e media, ma anche dell'apertura
su nuovi settori come la sanita' e i trasporti, con la conseguente
creazione di un nuovo mercato delle comunicazioni, lo sviluppo
di nuovi servizi e di nuove applicazioni del mercato.
I competitors.
La societa' e' una delle societa' leader nel settore delle
infrastrutture per il settore delle telecomunicazioni e nel
settore della telefonia cellulare. I principali competitors
europei sono Nokia, Siemens, Alcatel, mentre oltreoceano la
societa' si trova a competere con Motorola.
Il controllo.
La societa' e' direttamente controllata dalla casa madre svedese
che detiene il 71,19 % del capitale sociale.
Gli ultimi risultati.
Nel corso dei primi nove del 2002 Ericsson Italia ha risentito
del blocco degli investimenti da parte delle principali societa'
telefoniche. Il fatturato consolidato si e' attestato a 790
milioni di euro, in calo rispetto ai 965 milioni registrati
nello stesso periodo del precedente esercizio. Il reddito operativo
che nel predio in esame ha raggiunto i 76,5 milioni di euro,
si presenta in flessione rispetto ai 101,32 milioni. In flessione
la redditivita' che passa al 9,6% rispetto al precedente esercizio
in cui era pari al 10,6%. Il calo della redditivita' e' per
da attribuire al ritardo di alcuni contratti che non hanno
consentito il lineare assorbimento dei costi di struttura.
Il titolo in borsa.
L'andamento di Ericsson Italia ha risentito ingiustificatamente
dell'andamento della casamadre svedese e dei suoi continui
profit warning. La Ericsson svedese, infatti, ha chiuso l'esercizio
2001 con un rosso di oltre 3 miliardi, in quello che e' stato
un vero e proprio annus horribilis. Colpa del difficile momento
del mercato della telefonia e soprattutto delle perdite generate
dalla produzione di telefonini. I risultati realizzati dall'azienda
italiana avrebbero meritato, invece, ben altra attenzione da
parte degli investitori. L'interesse per il titolo risiede
anche per l'ammontare della liquidita' a disposizione della
societa' , la posizione finanziaria e' positiva per 325 milioni
di euro e da sola rappresenta oltre il 60% della capitalizzazione
borsistica.
Il giudizio degli altri.
Per la limitata comunicazione della societa' verso la comunita'
finanziaria, il titolo e' poco seguito dagli investitori istituzionali.
Segnaliamo la raccomandazione Outperform di Centrosim.
Il nostro giudizio.
Abbiamo un giudizio positivo su Ericsson Italia non tanto per
l'appeal speculativo, quanto per il livello decisamente interessante
delle quotazioni, eccessivamente sacrificate rispetto alla
capacita' reddituale del gruppo. I risultati della societa'
pur in diminuzione, a seguito del profondo stato di crisi del
settore delle tlc e soprattutto per i ritardi degli investimenti
nella tecnologia Umts dovrebbero intravedere una svolta a partire
dal quarto trimestre. La societa' prevede infatti al ripresa
dei contratti per le reti di terza generazione che dovrebbero
generare apprezzabili volumi di ricavi.
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