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FIAT

L'attività.
Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino) e' una holding industriale che ha il suo core business nel settore auto e dei veicoli industriali, ma che e' presente anche in una molteplicita' di altri comparti. Il gruppo detiene la leadership nel settore auto in Italia e, tramite la controllata Iveco, e' al secondo posto in Europa nei veicoli pesanti, con una quota di mercato del 19%. Risulta buono anche il posizionamento competitivo nel settore dei veicoli agricoli tramite la controllata New Holland, quotata alla Borsa di New York. Tramite una serie di controllate il gruppo torinese opera nell'editoria (La Stampa), nelle assicurazioni (Toro assicurazioni), nell'aviazione (Fiat Avio), nei prodotti metallurgici (Teksid), nella componentistica (Magneti Marelli), nei mezzi e sistemi di produzione (Comau) e nei servizi (Business Solutions). Fiat e' socio anche di Italenergia, societa' che, a seguito della conclusione di una Opa, ha raggiunto il controllo esclusivo della vecchia Montedison SpA, societa' controllante di Edison SpA, il piu' importante operatore privato nel settore dell'energia elettrica in Italia.

Gli ultimi sviluppi.
Come noto, il gruppo sta vivendo una delle fasi piu' difficili della sua storia, alle prese con perdite strutturali sul fronte dell' auto ed un indebitamento ancora non sotto controllo, nonostante le dismissioni gia' condotte nel corso degli ultimi mesi. Il gruppo dovra' privarsi di altri asset (Fiat Avio, la Toro?) per fronteggiare gli impegni presi con le banche creditrici, fortemente esposte sul gruppo torinese che eventualmente (ma e' difficile pensarlo) potranno in futuro trasformare i finanziamenti concessi in quote di partecipazioni. Tutto questo se il management Fiat non riuscira' a rispettare gli impegni presi nel risanamento societario. Anche con larrivo di nuove cessioni, resta ancora tutto da vedere in che modo il gruppo trovera' nuove risorse per portare avanti il piano di salvataggio dell' auto, ed in che modo verra' perseguito. Bisogna poi comprendere anche quale potra' essere il ruolo di General Motors, quello dello Stato, quello della famiglia Agnelli. Tanti protagonisti per un salvataggio complesso e non immune da rischi.

Il controllo.
Il controllo della Fiat e' detenuto dalla famiglia Agnelli, principalmente attraverso le due finanziarie Ifi e Ifil, con una quota complessiva del 30,3%.

Gli ultimi risultati.
Il fatturato consolidato di Fiat nei primi nove mesi dell'anno 2002 e' ammontato a 40.742 milioni di euro. Il calo del 5,4% rispetto ai primi nove mesi del 2001 e' da attribuirsi alla flessione dei ricavi di Fiat Auto (-12,3%). La perdita operativa nei primi nove mesi dell'anno e' stata di 765 milioni di euro, contro un utile di 563 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2001. Nei nove mesi il positivo risultato generato dagli altri Settori industriali e di Servizi (398 milioni di euro) ha solo parzialmente controbilanciato la perdita di Fiat Auto (-1.163 milioni di euro). E poco serve ricordare la progressiva riduzione delle perdite di quest' ultima rispetto ai -429 milioni di euro nel primo trimestre e ai 394 milioni nel secondo, frutto delle azioni in corso per il contenimento dei costi di struttura, di processo e di prodotto, nonch delle sinergie derivanti dall' alleanza industriale con General Motors (pari a 71 milioni di euro nel trimestre e a 248 milioni di euro dall' inizio dell'anno). Il risultato netto di competenza del Gruppo e' stato negativo per 976 milioni di euro contro un utile di 543 milioni di euro nello stesso periodo del 2001. Secondo alcune recenti indicazioni, Fiat Auto dovrebbe chiudere il 2002 con un rosso compreso tra 2 e 2,5 miliardi di euro. Un risultato che si commenta da solo.

Il titolo in borsa.
Negli ultimi anni il titolo Fiat e' stato soggetto ad una continua e forte discesa, che ha accompagnato il costante calo di quote di mercato e luscita di dati reddituali sempre peggiori delle attese sul fronte auto. Ultimamente la volatilita' del titolo e' salita ulteriormente per l' aggravarsi della crisi aziendale e sulle attese di risistemazione della societa'.

Il nostro giudizio.
La sostanza e' una sola: se si procedesse ad uno spezzatino, il valore di Borsa del titolo dovrebbe essere decisamente superiori ai corsi di Borsa. Non si spiegherebbe altrimenti l'interesse nei confronti del gruppo da parte di molti noti finanzieri italiani. Finch per non si raccoglieranno nuovi mezzi finanziari per ripianare le perdite dell' auto e, soprattutto, non arrivera' un piano industriale convincente, il titolo continuera' ad essere sotto pressione. Peseranno in particolar modo i timori relativi ad uno aumento di capitale a valori piu' bassi degli attuali per invogliare il mercato alla sottoscrizione.

Quello degli altri.
Il giudizio degli analisti sul titolo e' decisamente vario, cosi' come i target price sul titolo, che dipendono in larga misura dallo sconto holding applicato al gruppo solitamente ampio. Nonostante il probabile aumento di capitale necessario, il consiglio di acquisto del titolo e' stato emesso da Rasfin e da Santander. In linea di massima, comunque prevalgono i consigli di ridurre le posizioni sul titolo o di sottopesarlo nel proprio portafoglio (Ubs, Jp Morgan e Morgan Stanley) o di venderlo (Eptasim).




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