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GENERALI

L'attivita'.
Generali e' la piu' grossa compagnia assicurativa italiana, operante nel ramo vita e in quello danni, sia nel nostro Paese che all'estero (175 societa', di cui 118 compagnie d'assicurazione, 50 holding e finanziarie e 7 societa' immobiliari). Il gruppo assicurativo triestino e' presente anche nel risparmio gestito con il gruppo Prime, societa' di fondi di investimento, e con Genercomit Distribuzione Sim. La societa' detiene anche una serie di partecipazioni di rilievo in alcune delle societa' piu' importanti quotate a Piazza Affari.

Gli ultimi sviluppi.
Il management della societa' ha da poco presentato il piano industriale triennale, fornendo indicazioni sulla crescita attesa fino al 2005. Nel prossimo triennio Generali conta di registrare un tasso annuo medio di crescita dei premi vita del 6,5%, di cui oltre l'11% in Italia, e di quelli Danni di quasi il 4% annuo. L'utile netto e' atteso a circa 930 milioni a fine 2003 per poi salire fino a 1.500 milioni al 2005, rispetto ad una perdita non ancora quantificata per fine 2002, su cui influiranno tutta una serie di poste straordinarie. Gli obiettivi sembrano abbastanza ambiziosi specialmente nel ramo danni, dove si punta ad un miglioramento della gestione attraverso la riduzione del cosiddetto "combined ratio", l'indicatore che misura il rapporto tra le spese sostenute da una compagnia assicurativa e le entrate per premi, che dovrebbe passare dal 108% del 2001 al 100,3 del 2005. Visto che il mercato del ramo danni sta vivendo gia' ora una fase molto positiva e' difficile pensare che l'obiettivo possa essere raggiunto. I numeri presentati sulla raccolta premi non tengono conto della partnership siglata con Banca Intesa nel settore della bancassicurazione, che diverra' operativo entro la prima meta' dell'esercizio 2003.

Il controllo.
Azionista di riferimento di Generali e' Mediobanca con una partecipazione del 13% circa. L'azionista con la seconda quota di partecipazione piu' rilevante della societa' e' la Banca d'Italia con quasi il 5%.

Gli ultimi risultati.
I conti di Generali rispetto ai primi nove mesi del 2002 mostrano premi per 34 miliardi di euro, in aumento del 6% circa rispetto al medesimo periodo del 2001. La crescita e' stata piu' forte nel ramo danni (+6,2% a 13,5 miliardi), che non in quello vita (+5,9%, a 20,5 miliardi). I conti del gruppo assicurativo hanno mostrato un certo miglioramento della gestione tecnica e, come era lecito aspettarsi, un pessimo andamento della gestione finanziaria, che ha comportato svalutazioni per quasi 2,3 miliardi di euro. La cifra comprende anche minusvalenze per circa 400 milioni relative alle cosiddette polizze rivalutabili che, se venissero realizzate, sarebbero per a carico degli assicurati e non della compagnia del Leone di Trieste.

Il titolo in borsa.
L'andamento di Generali ha seguito quello del settore di riferimento, beneficiando ad ogni modo della minore esposizione dei suoi conti all'andamento dei mercati azionari. La societa' e' cosi' divenuta la prima compagnia assicurativa europea in termini di capitalizzazione borsistica, superando i colossi tedeschi, francesi e svizzeri. Un fatto su cui pochi avrebbero scommesso fino a poco tempo fa.

Il nostro giudizio.
Gli attuali livelli di prezzo del titolo sono su valori poco al di sopra dell'Embedded value e quindi non vediamo rischi di ribasso dei corsi azionari. Inoltre il valore del gruppo e' poco correlato all'andamento dei mercati azionari: a fine 2002 l'Embedded Value della compagnia scendera' solo del 3% rispetto al 2001 (circa 16,5 euro per azione), nonostante il crollo dei mercati. Pur non ritenendo molto credibili gli obiettivi posti dal piano industriale, e' innegabile che il valore di Generali e' superiore a quanto espresso in Borsa. Consigliamo di mantenere le posizione ed eventualmente di accumularne di nuove su fasi di debolezza.

Quello degli altri.
Il giudizio sul titolo da parte delle broker house e' complessivamente positivo. Non prevalgono per tanto i consigli di acquisto (tra cui Westlb Panmure), quanto la convinzione che il titolo fara' meglio del mercato, espressa da Intermonte Secuties, Euromobiliare e Caboto Sim. Un giudizio neutrale su Generali e' stato invece formulato da Pictet, Lehaman Brothers e Merril Lynch.




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