L'attività.
Mediaset e' il principale gruppo italiano attivo nella televisione
commerciale. Oltre a controllare le tre reti televisive nazionali,
il gruppo detiene la quota di maggioranza del canale televisivo
spagnolo TeleCinco; nel settore delle telecomunicazioni la
societa' detiene una quota del 19.5% di Albacom.
Gli ultimi sviluppi.
Il gruppo ha da poco concluso l'acquisizione del 12% di Telecinco,
portando la propria quota di partecipazione dal 40% al 52%;
il management non ha escluso di poter salire al 62% del capitale
rilevando la quota detenuta dal fondo olandese Ice. Al di la'
della citata operazione, il management e' stato impegnato nel
corso dell'anno a mantenere le promesse fatte rispetto al contenimento
dei costi, reso indispensabile dal calo della raccolta pubblicitaria,
che nel caso dei mezzi televisivi ha mostrato per un andamento
nettamente migliore di quello mostrato nel suo complesso del
mercato. Al momento le prospettive del gruppo non dipendono
solo dall'andamento della raccolta, che ha mostrato dei segnali
incoraggianti nel corso dell'ultimo trimestre '02, ma anche
dal quadro regolatore che dovrebbe venire presto modificato
dalla legge Gasparri. Le incognite riguardano il canale Rete
4, che potrebbe divenire visibile solo via satellite, e piu'
in generale il ruolo che il gruppo riveste sul mercato in virtu'
del suo indubbio posizionamento dominante.
I competitors.
Oltre che in Italia, il gruppo punta a rafforzare la propria
attivita' in Spagna ed in misura ridotta in altri paesi europei,
caratterizzati da un contesto competitivo piu' difficile di
quello italiano (in cui Mediaset si confronta sostanzialmente
con la sola Rai).
Il controllo.
Azionista di maggioranza di Mediaset e' la Fininvest di Silvio
Berlusconi, con una quota del 48% circa; nel capitale della
societa' sono presenti anche una serie di investitori istituzionali
con una quota di partecipazione complessiva del 6,8%.
Gli ultimi sviluppi.
A inizio anno la maggior parte degli analisti era dubbiosa
sul fatto che il gruppo sarebbe riuscito a chiudere l'esercizio
con un andamento sostanzialmente invariato del volume d'affari
ed il mantenimento dei margini reddituali del 2001. I numeri
mostrati dal gruppo nel corso dei primi nove mesi hanno invece
dare ragione al management: ricavi pari a 1668 milioni di euro
(-1,6% a parita' di perimetro di consolidamento); Ebitda a
977 milioni (- 2,7%), ma soprattutto sono stati rispettati
gli obiettivi di riduzione dei costi operativi. Tali risultati
sono particolarmente apprezzabile perch ottenuti in controtendenza
rispetto al trend generalmente negativo registrato dai competitors
europei.
Il titolo in borsa.
In linea con altre azioni del settore media, il titolo mostra
un andamento abbastanza volatile, che sconta la ciclicita'
del settore di riferimento, da sempre legato agli alti e bassi
del sistema economico.
Il nostro giudizio.
La nostra visione sul titolo, inserito da tempo all'interno
del nostro portafoglio consigliato e' moderatamente positiva.
Riteniamo che fasi di debolezza possano essere utilizzate per
aumentare nuove posizioni, che devono essere comunque complessivamente
modeste viste le incertezze non tanto sui tempi di ripresa
della raccolta, ma sull'entita' di questa ripresa.
Quello degli altri.
Al momento prevale una certa cautela da parte delle banche
d'affari, che il piu' delle volte hanno invitato alla cautela
sul titolo con giudizi neutrali (Santander, Intermonte, Credit
Suisse e Ubs). Un giudizio di outperform (fara' meglio del
mercato) e' stato invece emesso da Centrosim.
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