L'attivita'.
E' una holding di partecipazioni che opera nei settori della
bioingegneria, della chimica e delle fibre. La ristrutturazione
societaria che e' stata tracciata a partire dal secondo semestre
1999 prevede un piano di investimenti e di focalizzazione
nel settore della bioingegneria e la cessione delle altre
attivita' dall' andamento ciclico, non ancora completato
a causa delle avverse condizioni dei mercati finanziari.
Gli ultimi sviluppi.
La societa' ha appena concluso un aumento di capitale destinato
ufficialmente a finanziare l'acquisizione della azienda americana
Carbomedics, produttrice di valvole cardiache. In realta' l'aumento
di capitale non sembra essere stato condotto per reperire ulteriori
disponibilita' finanziarie, quanto una azione di disturbo nei
confronti di azionisti scomodi, di cui parleremo in seguito.
Snia, di fatto, non ha bisogno di nuovi mezzi per proseguire
la sua attivita', se si pensa che il suo indebitamento e' stato
azzerato dalla cessione di attivita' non strategiche (film
per imballaggi e uscita dal settore energetico (Caffaro)) effettuata
nel corso del 2002.
I competitors.
I concorrenti di Snia nel settore della bioingegneria sono
solitamente gruppi molto grossi, con un dimensionamento non
confrontabile con quello del gruppo italiano. Tra gli altri
segnaliamo Medtronic, Guidant e St.Jude.
Il controllo.
Il controllo di Snia e' da tempo detenuto nelle mani della
finanziaria Bios, la cui quota di partecipazione e' salita
lo scorso anno al 56,5% a seguito del lancio di una Offerta
Pubblica d'acquisto a 2 euro per azione che non ha riscosso
particolare successo. Una quota importante del capitale di
Snia e' detenuta da un gruppo di investitori istituzionali
(15%), che ha deciso di non accettare il prezzo Opa e di costituire
per contro un patto di sindacato con scadenza ottobre 2003,
in modo da ostacolare i disegni di Bios.
Gli ultimi risultati.
I conti del gruppo alla fine dei primi nove mesi del 2002 sono
contraddistinti da un andamento a due facce, con i settori
ciclici della chimica e delle fibre tessili in ulteriore calo
ed un discreto andamento del settore biomedicale.
I ricavi sono scesi dell' 11% su base annua a 688 milioni;
la redditivita' operativa e' passato da 23 al di sotto di 5
milioni di euro. L'utile ante imposte e' stato di 100 milioni
di euro grazie alla gestione straordinaria, che ha tratto beneficio
dalle dismissioni sopra menzionate.
Il titolo in borsa.
Snia si e' comportata decisamente meglio del mercato nel corso
dell'ultimo anno, non tanto per l'andamento dei suoi conti,
quanto per motivi di carattere speculativo. Il titolo e' stato
sostenuto dagli acquisti dell' azionista di maggioranza, che
secondo indiscrezioni di stampa starebbe continuando a comprare
azioni per abbassare il prezzo di carico. Non bisogna poi dimenticare
che i titoli rimasti sul mercato sono davvero pochi, se si
pensa a tutti quelli detenuti dal patto di sindacato avversario
di Bios.
Il nostro giudizio.
Consigliamo ancora una volta di mantenere le posizioni sul
titolo, ritenendo che gli azionisti di maggioranza del gruppo
procederanno presto al lancio di una nuova Opa sulla societa',
propedeutica alla successiva cessione dell'azienda che possa
valorizzare adeguatamente l'investimento sostenuto.
Quello degli altri.
A seguito dell' offerta di acquisto lanciata da Bios, il titolo
non e' stato piu' coperto dalle broker house. Una delle poche
eccezioni e' rappresentata da Ubm, che ha consigliato recentemente
di ridurre le posizioni e da Julius Baer, che invece ha mantenuto
una visione positiva sul gruppo.
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