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TELECOM ITALIA

L'attivita'.
Telecom Italia e' leader nazionale nel comparto delle tlc. Alle telecomunicazioni fisse e mobili nazionali e a settori in crescita come la trasmissione dati, i servizi a valore aggiunto, Internet si affiancano le comunicazioni satellitari, lInformation Technology.

Gli ultimi sviluppi.
L'esercizio 2002 e' stato caratterizzato da una serie di importanti dismissioni, per complessivi 2,1 miliardi di euro, che hanno ridotto in tempi piu' rapidi del previsto l'indebitamento del gruppo e mostrato (se ce ne fosse bisogno) le qualita' del management della nuova gestione di Tronchetti Provera. Le dismissioni (Auna, Telemaco, e per ultima Telekom Serbia) sono state accompagnate da un'operazione di "pulizia di bilancio", attraverso la svalutazione di partecipazioni iscritte in attivo a valori eccessivi.
Essendo terminato il processo in questione, ora l'azione dei vertici della societa' e' concentrata sui recuperi di efficienza (nel 2002 saranno tagliati costi per 1 miliardo di euro, anticipando gli obiettivi previsti dal piano industriale), indispensabili al mantenimento di margini in un mercato delle telecomunicazioni che, seppure piu' sulla carta che non a tutti gli effetti, e' stato liberalizzato. I nuovi entranti, finora, non sono stati troppo pericolosi, anche per un quadro normativo favorevole all'ex monopolista, ma non e' detto che il quadro continui a restare immutato a lungo.
Il piano industriale del gruppo presentato lo scorso esercizio prevede nel periodo 2002-2004 un tasso annuo medio di crescita del fatturato del 4% circa con il raggiungimento di un margine operativo lordo del 47%, rispetto al 45,7% atteso alla fine dell'esercizio 2002.

I competitors.
A livello europeo i principali operatori comparabili del gruppo sono rappresentati da altri ex operatori monopolistici (definiti dagli operatori "incumbent") quali ad esempio France Telecom, British Telecom e Duetsche Telekom.

Il controllo.
Azionista di maggioranza della societa' e' Olivetti con una quota del capitale pari a 54% circa.

Gli ultimi risultati.
Telecom Italia ha chiuso i primi nove mesi dell'esercizio 2002 con ricavi pari a 22,4 miliardi di euro, in progresso dello 0,8%, che salirebbe ad oltre il 3,5% a parita' dell'area di consolidamento e senza tenere conto dell'effetto dei tassi di cambio. Il margine operativo lordo e' salito del 3,7% a 10,4 miliardi di euro, mentre quello operativo dell'11% a 5,7 miliardi di euro. L'utile netto consolidato e' risultato di 1,2 miliardi di euro, che ha positivamente beneficiato delle dismissioni per quasi 2,1 miliardi di euro, in parte compensate da svalutazioni dell'attivo per 1,8 miliardi di euro circa. Visto il grosso ammontare delle svalutazioni, il management di Telecom ha dovuto attingere alle riserve patrimoniali per circa 1 miliardo di euro per distribuire un dividendo anticipato, staccato alla fine dello scorso dicembre di 0,136 euro per azione, probabilmente per beneficiare di vantaggi fiscali.

Il titolo in borsa.
Al momento il sentiment nei confronti del titolo non e' dei migliori. Gli investitori preferiscono prendere posizioni sulla controllante Olivetti, spesso impostando operazioni di arbitraggio sull'ipotesi di accorciamento della catena mediante una fusione con la holding a favore di quest'ultima.

Il nostro giudizio.
Vista la solidita' nel business domestico, sia nella telefonia fissa che in quella mobile, consigliamo di accumulare il titolo in fasi di debolezza, in particolar modo quello risparmio, che dovrebbe continuare a garantire delle cedole molto interessanti, anche in ipotesi di operazioni straordinarie. Il peso degli azionisti risparmio, le cui azioni sono in mano per lo piu' a grossi fondi istituzionali, e' troppo rilevante per pensare un loro "trattamento" non adeguato in caso di accorciamento del gruppo verso l'alto.

Quello degli altri.
Ai prezzi correnti di Borsa il giudizio delle case d'affari sul titolo e' prevalentemente positivo. Consigli d'acquisto sono stati recentemente emessi da Ubs, Eptasim e Deutsche Bank. Giudizi neutrali, invece, che sono spesso legati alle attese di operazioni straordinarie o a visioni non troppo positive sul sentiment del settore delle telecomunicazioni, sono stati invece formulati da altri broker, quali Credit Suisse, BBVA.




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