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TIM

L'attivita'.
Tim e' una societa' specializzata nella gestione di servizi legati alla comunicazione mobile e rappresenta il primo gestore europeo per numero di linee GSM su una stessa rete e leader del mercato nazionale. Il gruppo con le sue partecipate in Europa, Sud America e bacino del Mediterraneo ha raggiunto complessivamente 40 milioni di clienti (24,8 milioni in Italia).

Gli ultimi sviluppi.
La storia di Tim dell'ultimo esercizio ripercorre in sostanza quella della sua controllante: cessione di partecipazioni di minoranza in operatori di telefonia mobile esteri, per concentrarsi su poche aree al di fuori dell'Italia che il management ritiene offrano le migliori potenzialita' di crescita (Venezuela, Peru', Brasile nei paesi sudamericani; Grecia e Turchia in Europa). L'incasso derivante dalle cessioni e' stato in parte compensato dalle svalutazioni delle partecipata turca e di quella venezuelana. Il gruppo punta ad investimenti nella rete mobili per complessivi 7 miliardi di euro nel prossimo triennio, pari al 44% di quelli complessivi del gruppo Telecom Italia (16 miliardi), orientato al rafforzamento della capacita' competitiva. Oltre l'80% degli investimenti saranno destinati all'innovazione (GPRS, UMTS, VAS), mentre il restante 17% sara' utilizzato per la manutenzione e al riammodernamento delle reti esistenti. La strategia adottata sul fronte dei servizi a valore aggiunto sta dando i frutti sperati, in quanto negli ultimi trimestri sta permettendo un aumento dei ricavi medi per cliente (il famigerato "Arpu"), che va a confrontarsi con il trend di discesa dei periodi precedenti. La scelta di puntare sui nuovi servizi e' una strada obbligata visto che i livelli di redditivita' di Tim sono i piu' elevati di tutti gli operatori europei di telefonia mobile. Seppure non sia ipotizzabile dei tassi di crescita del'attivita' sostenuti come in passato, lo scenario non lascia certo pensare al'attivita' di telefonia mobile come quello di una municipalizzata o di altre utility come fanno alcuni.

I competitors.
I principali concorrenti quotati del gruppo sono costituiti dal gruppo inglese Vodafone, dalla spagnola Telefonica e dalla francese Orange. In Italia, il principale competitor entrante e' costituto da Wind, controllato da Enel. Come prima ricordato, Tim ha dalla sua dei margini di redditivita' elevatissimi che presuppongono limitati spazi di recupero di efficienza operativa. Gli altri operatori citati, per, specie i big esteri (Vodafone in primis), non possono vantare dei livelli di redditivita' cosi' alti, ma hanno per maggiori possibilita' di crescita organica, anche perch stanno tentando una strategia di diversificazione geografica a piu' ampio raggio.

Il controllo.
La quota di controllo del gruppo e' detenuta da Telecom Italia con una quota del 56%.

Gli ultimi risultati.
Tim dovrebbe chiudere l'esercizio con ricavi vicini a 10,8 miliardi di euro, in aumento del 5,5% rispetto al 2001, di cui oltre l'80% realizzati in Italia. Il margine operativo lordo e' atteso a circa 5 miliardi di euro, in progresso del 5%, generato quasi esclusivamente nel nostro Paese (4,4 miliardi) dove la sua incidenza sul giro d'affari restera' elevatissima, superiore al 50%. La redditivita' operativa dovrebbe invece salire del 4% a 3,2 miliardi di euro.
Tra dismissioni (1,8 miliardi) e attivita' caratteristica, il gruppo dovrebbe generare un flusso di cassa lordo di "soli" 4 miliardi di euro, che permettera' la distribuzione di dividendi per 3,6 miliardi, di cui 1,6 miliardi gia' staccati lo scorso dicembre con la cedola anticipata.

Il titolo in borsa.
In Borsa il titolo del gruppo si e' comportati meglio di quelli dei diretti competitors europei, grazie alla politica generosa dei dividendi, che ha costituito un importante area di supporto tra 4 euro e 4,5 euro per azione, e alla sua solidita' patrimoniale.

Il nostro giudizio.
Quello degli altri.

Data la forte capacita' di generare cassa ed il posizionamento detenuto, Tim e' vista positivamente da buona parte delle case d'affari, specialmente con raccomandazioni di acquisto (Banca Leonardo) e soprattutto di outperform (il titolo fara' meglio del mercato), rilanciato da Bear Stearns, Ubm. Recentemente, per, alla luce delle buone performance borsistiche, alcuni uffici studi hanno abbassato la raccomandazione a neutrale (Deutsche Bank, Intermonte, Ing, Ubs e Goldman Sachs).




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