L'attività.
Unicredito e' un gruppo bancario attivo in tutti i segmenti
del'attivita' creditizia attraverso numerose controllate
in Italia e in Europa centrale e orientale. Il gruppo dispone
di una rete di 3.998 succursali bancarie e di 1.774 promotori
finanziari. Unicredito e' attivo anche nel campo dell'investiment
banking attraverso la controllata UBM, nel campo dell'asset
management attraverso Pioneer Investments e nel campo assicurativo
con CreditRas Assicurazioni, societa' costituita in jv con
Ras. Nell'Europa dell'est controlla la banca polacca Bank
Pekao, la banca croata Zagrebacka Banka, la banca bulgara
Bulbank, la banca della Repubblica Slovacca Unibanka e Demirbank
Romania.
Gli ultimi sviluppi.
Il management e' impegnato nel portare avanti il progetto di
riorganizzazione del gruppo denominato "S3", che
sancira' il passaggio da un modello federale su base geografica
ad un modello federale per segmento di mercato. Alla conclusione
della prima fase del progetto e' nata Unicredit Banca, posseduta
al 100% dalla capogruppo Unicredito Italiano: questa banca
e' il frutto del conferimento in Credito Italiano delle attivita'
e passivita' delle ex banche federate (Banca CRT, Cariverona,
Rolo Banca 1473, Cassamarca, Caritro e CR Trieste) precedentemente
fuse in UniCredito Italiano. Nel gennaio 2003, questo progetto
dara' vita a tre banche specializzate per segmenti di clientela
(retail, corporate e private banking), presenti su tutto il
territorio nazionale, mediante scissione delle attivita' della
banca unica riferibili al mercato private e corporate in due
banche dedicate, lasciando nella banca unica le attivita' riferibili
al mercato retail. Seppure abbia un impatto a dir poco marginale
sul'attivita' del gruppo segnaliamo anche l'operazione attraverso
cui Unicredit ha rilevato dalla Banca Popolare Commercio e
Industria il 100% della banca on line OnBanca, che rappresenta
un'opportunita' per sfruttare le sinergie con la nuova rete
di promotori finanziari di Unicredito raggruppati in Xelion.
Il controllo.
Azionisti principali di UniCredito Italiano sono le fondazioni
CariVerona (13%), Cassa di Risparmio di Torino (11%), Cassamarca
(3,8%) e la holding Carimonte (7%).
Gli ultimi risultati.
A fine anno i conti del gruppo dovrebbero mostrare una sostanziale
tenuta rispetto al 2001, con risultati decisamente migliori
degli altri piu' importanti istituti bancari quotati. Il volume
di ricavi dovrebbe avvicinarsi ai valori del precedente anno
a circa 10 miliardi di euro (di cui 5 miliardi di euro dal
margine d'interesse). Anche il risultato lordo di gestione
e' atteso a valori in linea con il 2001 a 5 miliardi, mentre
l'utile ante imposte, prossimo a 3,2 miliardi (3,6 miliardi
al 31/12/01), risentira' della politica di accantonamenti e
svalutazioni molto prudenziale condotta dal management. L'utile
netto beneficera' invece di un minore livello di imposizione
fiscale e dovrebbe quindi essere vicino o poco superiore al
2001, a 1,5 miliardi da 1,4 miliardi del precedente esercizio.
Il titolo in borsa.
L' azione si e' comportata meglio di altre societa' bancarie,
tranne nell' ultimo periodo in cui ha risentito del crollo
generalizzato del settore. Gli ultimi ribassi hanno portato
indietro il valore del titolo a livelli che non si vedevano
da tempo. Il rendimento di Unicredito in termini di dividendi
e' divenuto molto interessante, vicino al 5%, e per questo
motivo riteniamo che gli spazi di ulteriore ribasso siano contenuti.
Il nostro giudizio.
A questi prezzi la nostra visione sul titolo e' positiva. Si
ha la possibilita' di investire sulla banca con i piu' alti
livelli di redditivita' del comparto, guidata da un ottimo
management che sta portando avanti una strategia di crescita
interessante.
Quello degli altri.
La maggior parte delle broker house consiglia attualmente l'acquisto
del titolo o ritiene che potra' fare meglio del mercato (Rasfin,
Goldman Sachs, Schroder, Bbva). Spesso e volentieri, il titolo
e' inserito tra la liste degli istituti di credito europei
raccomandati, in virtu' del suo alto grado di efficienza e
di redditivita'. Tra i pochi che hanno una visione neutrale
sul gruppo segnaliamo Deutsche Bank e Ubs.
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