LA BORSA, QUESTA SCONOSCIUTA
Quello che avreste dovuto sapere sulla borsa e non vi è mai stato detto
SPECULARE LA BORSA
Dopo la seduta positiva di ieri anche stamani il mercato dimostra la volontà di portare avanti i temi della crescita e del recupero. Fervono trattative, nuovi e vecchi temi vengono alla luce, ed anche la telenovela Alitalia tra Aereoflot ed Emirates cerca nuovi soggetti a cui far digerire lo strapotere dei sindacati e l’inettitudine degli amministratori.
Dei muti sub-prime se ne parla ormai poco e tra qualche giorno l’argomento verrà buttato nel cestino della storia finanziaria mondiale: chi ha avuto e chi ha dato ha dato.
Scusate il mio modo irriverente di esprimere i miei pensieri, ma quando vedo che le trappole, studiate per gabellare i risparmiatori che cercano di rimpinguare i propri sudati risparmi, e si lasciano uccellare dai “maghi della finanza”, sono soddisfatto perché come di solito accade “ chi lascia la via vecchia per la nuova etc. La borsa in oltre 400 anni di esistenza è stato lo strumento principe (ovviamente anch’essa non immune da difetti) per il progresso e lo sviluppo dell’umanità, consentendoci così l’accesso ai tempi moderni della scienza, della tecnologia e dell’ordinato vivere civile, dopo aver superato. Ed ad essa rimango e rimarrò sempre fedele.
Dopo questa parentesi di professione di fede, ovviamente immune da ogni connotazione ideologica, andiamo a vedere nel concreto cosa ci si prospetta nel prossimo futuro.
LA PREVISIONE IN BORSA
La previsione in borsa, fino ad una quarantina di anni addietro, assomigliava infatti alle previsioni meteorologiche. Entrambe queste professioni, almeno nel nostro Paese, all’epoca anzidetta, non esistevano. La meteorologia era di competenza dei contadini, mentre la borsa la conoscevano poche persone, per lo più legate all’alta borghesia meneghina, a qualche banca e, nel contesto economico nazionale, la sua valenza era del tutto irrilevante. Non abbiamo bisogno di illustrare nel dettaglio il progresso tumultuoso che ha cambiato proprio negli ultimi venti anni l’assetto politico economico del pianeta, portandolo ai livelli che tutti viviamo e conosciamo. La meteorologia è così diventata una scienza le cui previsioni sono del tutto attendibili ed affidabili, mentre la previsione di borsa, pur avendo fatto passi da gigante per merito dei sistemi di comunicazione che, moltiplicando le fonti di informazione, hanno messo gli investitori in condizione di avere con il mercato azionario un approccio dettagliato in grado di motivare scelte di investimento più consapevoli e responsabili.
Torniamo però all’argomento che ci interessa: la previsione in borsa e, più nel dettaglio, la consulenza operativa che è poi l’aspetto pratico e concreto della previsione stessa.
In questo momento storico, con l’avvento di Internet, il mondo è diventato veramente piccolo perché con questo strumento tecnologico, l’informazione è stata rivoluzionata. Infatti, in tempo quasi reale, disponiamo di notizie sui mercati mondiali, di fonti di informazioni ufficiali, sia sulle attività delle società quotate, che sui dati macroeconomici su tassi, occupazione, consumi, nonché di fonti ufficiose che diffondono rumours, ipotesi pettegolezzi e quant’altro.
Questa rivoluzione dell’informazione, della quale tutti possono fruirne, costituisce per la nostra attività una indispensabile fonte, ma non certo sufficiente per i fini che vogliamo conseguire
La borsa infatti può essere raffigurata come un’equazione con un numero infinito di incognite: più incognite riusciamo a risolvere (e conoscere) più ci avviciniamo alla soluzione del problema.
E l’incognita di gran lunga più difficile da risolvere è l’uomo. La borsa è infatti un fenomeno squisitamente umano ed attiene esclusivamente alla sfera del suo essere e del suo istinto di sopravvivenza, che si materializza nei beni materiali , tra i quali il denaro è l’aspetto più visibile. La tendenza al risparmio, ovvero ad accantonare una parte di quanto si guadagna, è innata e radicata profondamente in tutte le società umane, evolute o meno che siano.
Disporre dei risparmi porta come logica conseguenza il problema di far crescere il valore di questa disponibilità monetaria.
A questo punto il problema delle scelte sulla natura degli investimenti diventa anche un metro per valutare il carattere di ogni singolo. Ci fermiamo perché ciò attiene alla psicologia e non alla nostra attività, anche se, nella formazione del nostro giudizio sui contenuti dei consigli da fornire alla clientela, la psicologia riveste un ruolo fondamentale.
La psicologia della borsa ha poi peculiari caratteristiche che sarebbe lungo illustrare, ma che sono ben presenti nel nostro sistema operativo.
Ma le persone che bisogna cercare di capire non sono solo i risparmiatori ma anche i manager, gli azionisti di maggioranza delle società quotate perché dalle loro scelte dipende sia il destino dell’azienda che i profitti che riescono a conseguire per far crescere il valore dell’azienda, nonché assicurare buoni dividendi per gli azionisti sia di maggioranza che di minoranza.
Per concludere la previsione se un titolo salirà o scenderà è legata ad una conoscenza globale perché ogni titolo , anche se ha dati di bilancio eccezionali, non può costituire una variabile indipendente in un contesto economico che, negli anni in cui viviamo, ha assunto connotazioni globali, una specie di principio dei vasi comunicanti. Negli anni settanta poco importava quello che faceva Wall Street, anche perché la conoscevamo poco e poi perché i Governi di allora, avevano ritenuto opportuno varare una legge che vietava le esportazioni di capitali all’estero, legge che poi è stata abrogata agli inizi degli anni 90, quando venne costituita l’Unione Europea.
Oggi però il contesto è diverso, globalizzato, forse più complesso, ma consente, leggendo tra le righe, di avvicinarsi a risultati che possono essere esaustivi rispetto alle esigenze operative della clientela che ci segue e, speriamo, apprezzi i nostri sforzi.
Rimane fermo però il principio che deve guidarci e cioè che la dinamica degli eventi è tale che, anche i più tradizionali punti di riferimento sono anch’essi mutevoli e di conseguenza nel capitolo seguente tracceremo i quadro storicamente attuale di questo Dossier e gli elementi di analisi che abbiamo utilizzato.
Il nostro lavoro somiglia tanto ad una indagine di polizia ove è essenziale trovare tracce,indizi e prove per raggiungere la verità che, per noi, è costituita da una corretta e vincente consulenza operativa.
Nel prossimo capitolo analizzeremo tutto quello che ci ha portato alla formazione d questo portafoglio operativo
UNO STOCK PIIKING SU MISURA
Scegliere un titolo avulso dal contesto storico del momento in cui tale scelta venisse effettuata, sarebbe non solo un errore ma una grossa ingenuità.
Per capire il “quadro tipico” in cui ci stiamo o vogliamo muoverci il primo elemento da valutare è il trend della borsa e, per ovvia interrelazione quello dell’economia; poiché sia la borsa che l’economia interagiscono in un sistema globalizzato, il nostro riferimento non può che esservi correlato.
Non vi è alcun dubbio che il ciclo borsistica sia di lungo corso ed i riferimenti temporali collocano l’inizio a metà marzo del 2003, dopo la batosta delle torri gemelle del 2001. Ci limitiamo ad effettuare un’analisi comparativa del Mib 30 (lo S&P40 è venuto dopo) che, dopo il massimo del 2000,registrato il 6 marzo 2000 a 51.053 ed il minimo successivo a 20.539 del 12 marzo del 2003, punto di svolta inferiore del trend , da quest’ultima data ha imboccato la strada del rialzo, che ormai dura da 4 anni e sei mesi, senza mai essere riuscito ad eguagliare il massimo storico del 2000, mentre altre borse lo hanno gatto ed addirittura Wall Street lo ha superato di un buon 10%..
Le borse sono quindi inserite in un trend rialzistico di lungo corso e le ipotesi che possa invertire rotta, sono pressoché inesistenti; alcuni che avevano avanzato ipotesi di rallentamento, se non di recessione negli USA, a seguito della storia dei mutui, sono stati praticamente messi a tacere dai dati macroeconomici diffusa negli States che registrano un aumento dell’ occupazione, di una ripresa delle donde dei mutui, di una crescita dell’economia e del PIL. Ovviamente l’Italia sarà favorita dall’effetto trascinamento, a cui però vanno sommati situazioni, iniziative e risultati, nonché storie aziendali che dimostrano come la struttura economico-produttiva e finanziaria, benché frenata da una situazione politica precaria , assolutamente inadeguata i profondi mutamenti in corso nel paese.
La locomotiva mondiale dell’economia è costituita da oltre 3 miliardi di persone che sono la popolazione dei cosiddetti paesi emergenti che, al punto in cui siamo, possiamo tranquillamente definire già emersi e che stanno tirando la volata del gruppo.
Il ciclo economico continuerà quindi nella sua espansione, i tassi (almeno quelli occidentali = guarderanno piu’ alla crescita dell’economia che all’inflazione e prossima trarre quindi una prima conclusione la possiamo trarre e cioè che le condizioni che possano far crescere l’economia mondiale esistono , sono calibrate e monitorate dagli organi responsabili.
Ne deriva che anche la nostra economia possa trarre beneficio da questo quadro che, con tutte le riserve di rito, appare tranquillizzante e positivo. Ma i nostri imprenditori ovviamente per far crescere le loro aziende ci mettono del loro, favoriti da un euro forte e ,correlato , di un dollaro debole che determina una condizione ideale di M&A all’estero. In pratica da prede storiche, la congiuntura ci ha trasformati in predatori, visto che, il sistema del risparmio gestito, è in grosso affanno e gli oltre 1000 miliardi di euro sono un ideale serbatoio cui attinger risorse finanziarie in cerca di investimento. La borsa, in questo scenario, è l’unico impianto finanziario in grado di assicurare la traslazione del contenuto di questo serbatoio.
Ultima notazione: la borsa italiana , nella graduatoria del recupero delle altre piazze europee, è quella che ha fatto di meno ed è quindi da classificarsi come una borsa difensiva, mentre il buon andamento delle aziende nel primo semestre e che nel secondo si stima un ulteriore miglioramento (vedi stime Fiat per fine 2007), sta gettando le basi di una buona c campagna dividendi. Ne consegue che, essendo la nostra bora la più sottovalutata d’Europa, sarà in grado di distribuire dividendi più corposi rispetto ai competitors europei , che evidenziano prezzi più elevati e quindi P/E peggiori rispetto a quelli di piazza Affari
CONCLUSIONE
Questa lunga e articolata premessa che abbiamo ritenuto utile per delineare la cornice entro la quale si deve muovere una corretta previsione somiglia tanto ad una sorta di scena del delitto, o quadro tipico (che i tedeschi definiscono Thatbesthand) entro il quale si dovranno poi ricercare dati, fatti e notizie, sulle singole società, gruppi, settori e tutto quello che si rende necessario per avvicinarsi quanto più possibile ad una corretta valutazione del titolo, onde formulare quali possibili, e meglio probabili, variazioni del prezzo di mercato dell’azione.
Uno stock picking realistico è l’obiettivo finale della nostra attività ed, in oltre trentacinque anni, di militanza sul campo è la riprova che la metodologia da noi prescelta, riesce a raggiungere un buon livello di successo.
COMUNICAZIONE
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